17 giugno, 2018
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Emangiomi infantili: le cause e la nuova cura in Italia

Emangiomi infantili: le cause e la nuova cura in Italia

La scienza medica non è ancora arrivata a definire con precisione quali siano le cause degli emangiomi infantili.

È noto che la loro insorgenza avvenga già nel primo mese di gravidanza, anche se poi si manifesta nelle prime settimane di vita con una macchia cutanea che continua a espandersi e a crescere.

Si presume che gli emangiomi infantili abbiano come condizione predisponente una madre che abbia superato i 35 anni di età e le donne che manifestano pre-eclampsia.

Tra le cause si può annoverare anche la quantità degli ormoni femminili, gli estrogeni, che influiscono sulla crescita delle macchie cutanee dopo la nascita.

C’è anche la possibilità che sull’insorgenza degli emangiomi infantili possa influire anche la placenta con la produzione di proteine e che l’ipossia localizzata, cioè la mancanza di ossigeno di alcune porzioni di tessuto, possa determinare una proliferazione dei capillari.

Questi ultimi danno vita al tumore cutaneo benigno nei neonati.

A oggi è stato verificato che gli emangiomi infantili sono dovuti a un’anomalia dei vasi sanguigni, che proliferano e provocano una colorazione della pelle rossastra o violacea.

La crescita continua per circa un anno da quando si manifesta.

In buona parte dei casi la regressione è del tutto spontanea e non richiede alcuna terapia, se non il monitoraggio da parte del pediatra, dell’angiologo o del dermatologo pediatrico.

Gli emangiomi infantili non sono riconducibili a questioni di ereditarietà e possono essere monitorati con diversi esami diagnostici e curati con terapie farmacologiche e chirurgiche.

Le cure per gli emangiomi infantili

Almeno il 95% degli emangiomi infantili non necessitano di cure particolari, in quanto la loro regressione è spontanea e avviene tra il 6° e il 10° anni di età.

La piccola percentuale di casi rimanenti denota, invece, delle complicanze e diversi gradi di gravità che possono essere trattati con terapie e, in ultima istanza, con l’intervento chirurgico.

È opportuno distingue tra emangiomi capillari o “piani”, che in generale non destano preoccupazione, e quelli cavernosi o “profondi”, che possono compromettere funzioni vitali o toccare organi importanti.

È il caso degli emangiomi infantili alla tempia che, con la loro espansione, potrebbero compromettere la vista, oppure quelli lungo la schiena che rischiano di interessare il midollo spinale.

La cura con i cortisonici è stata prevalentemente abbandonata per lasciare spazio a quella più moderna con un beta-bloccante, detto PROPRANOLOLO 3.75mg/ml soluzione orale.

I suoi effetti bloccano la crescita dell’emangioma e favoriscono anche la regressione.

Anche si è dimostrata scientificamente la sua efficacia, bisogna sempre contattare il proprio medico e dermatologo per le modalità di somministrazione e per valutare nello specifico eventuali effetti collaterali.

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