Bellezza e Benessere
Ci si può svegliare durante un'anestesia?
Redazione - 05 feb 2015
I risvegli involontari durante le operazioni chirurgiche non esistono solo nei film: si possono verificare, in rari casi, anche nella realtà. La più ampia ricerca sul tema condotta dagli Istituti ospedalieri dell'Università di Oxford (Inghilterra) su oltre 3 milioni di pazienti, e pubblicata sulla rivista Anaesthesia, rivela che i risvegli intraoperatori sono meno frequenti del previsto: riguardano circa un paziente su 19.600 e non uno su 1.000 come sostenuto in precedenti studi. Le cause. Gli episodi di awareness (anestesia cosciente) possono avvenire nei casi in cui non si sia somministrata al paziente la giusta dose di anestetico, soprattutto in interventi di emergenza o in traumatologia, o nei cesarei di emergenza, in cui un'eccessiva dose di anestetico potrebbe nuocere al nascituro. Nel caso di interventi con anestesia più lieve, come il parto cesareo, i risvegli salgono a un caso ogni 670. Quando avviene? Contrariamente a quanto si vede nei film, la maggior parte dei pazienti che sperimenta il traumatico risveglio non lo fa in pieno intervento chirurgico, ma appena prima o appena dopo l'operazione. Anche i lunghi momenti di panico non sono realistici: tre quarti delle esperienze dura meno di 5 minuti (che in una situazione del genere sono comunque un'eternità). Che cosa si prova? Le sensazioni riportate includono: soffocamento, panico, paralisi, dolore, allucinazioni e la sensazione di trovarsi sul punto di morire. Al contrario di quanto potremmo pensare non è il dolore la parte peggiore dell'esperienza, ma la paralisi: sia perché per la maggior parte dei pazienti è un'esperienza nuova e terrificante, sia perché comporta l'impossibilità di comunicare il proprio stato. Effetti indelebili. Eventi del genere lasciano segni molto più profondi delle cicatrici operatorie. In metà dei pazienti interessati causano disturbo post-traumatico da stress e depressione a lungo termine. Incubo ad occhi aperti. Carol Weihrer, reduce da anestesia cosciente intervistata dalla CNN, si è risvegliata durante un intervento all'occhio. Vigile e ad occhi aperti, era però completamente paralizzata. «Sentivo il chirurgo che diceva a un tirocinante di tagliare più in profondità - racconta - urlavo, ma nessuno mi sentiva. Provavo a muovermi, ma non ci riuscivo. Non sentivo dolore, solo la sensazione di essere strattonata. Ho creduto che stessi per morire». Correre ai ripari. Negli ultimi 16 anni la donna ha dovuto dormire semiseduta, perché la posizione sdraiata rievoca il trauma di quei momenti. Proprio i farmaci paralizzanti usati in alcune forme di anestesia sarebbero alla base delle sensazioni di immobilità e costrizione riportate da questa e altri pazienti. Ridurre al minimo il loro utilizzo, testando durante l'intervento l'intensità dell'effetto con stimolazioni nervose, permetterebbe ai pazienti che dovessero svegliarsi di comunicare il loro problema. Lo studio servirà a prevenire nuovi casi di anestesia cosciente, identificare la tipologia di paziente più spesso interessata dal fenomeno, e trovare migliori trattamenti per i traumi di chi ci è passato.
Dimagrire con il sushi
Redazione - 05 feb 2015
Makiko Sano, food writer del Regno Unito, gestisce un ristorante e un’azienda di catering, ha cucinato già tre volte a Buckingham Palace, e ha raccolto in un libro tutta la passione per il cibo della sua infanzia, ispirato dalle donne della sua famiglia. In linea con il sushi è un testo che rende accessibile agli europei la preparazione della cucina giapponese, in genere considerata impossibile da replicare a casa e, attraverso il sushi slim style, propone piatti semplici ma gustosi, leggeri ed energetici, aprendo la strada a una nuova concezione della cucina nipponica. SCOPRI COME DARE UNA SCOSSA AL METABOLISMO: CON I 9 CIBI BRUCIA GRASSI. LEGGI La perdita di una figlia per gravi allergie dalla nascita e l’autismo di un altro, hanno fatto si cheMaki, come è chiamata dagli amici, sviluppasse il senso della filosofia della tavola come veicolo di benessere e di buona salute. Enjoy the food, letteralmente «Goditi il cibo», è il messaggio che manda alle donne europee, perché vivano l’esperienza del nutrimento come un momento piacevole e di relax, senza lo stress di diete complicate e della mancanza di tempo. Perchè la dieta giapponese ci aiuta a perdere peso? «Le donne giapponesi pensano a quello che stanno mangiando, anche se un nostro mantra è “mangia quello che vuoi”. La nostra cucina è molto leggera, senza grassi e senza glutine, ma valgono per questo tipo di dieta le stesse regole che conoscete in Europa: assumere una colazione più ricca – per esempio la zuppa di miso al mattino è perfetta – un pranzo più leggero e una cena light, possibilmente senza bevande alcoliche». Nel tuo libro parli della collagen soup: di che cosa si tratta e perché dovremmo assumerla? «Lacollagen soup è una zuppa a base di collagene, che si consuma in Giappone già da qualche tempo. Il collagene è un elemento del nostro corpo, che con il passare degli anni diminuisce, per cui la pelle diventa più secca e aumentano le rughe. È molto facile da preparare: basta bollire del pollo e del salmone o cernia e consumarla almeno due o tre volte la settimana». ECCO COSA ORDINARE AL RISTORANTE GIAPPONESE (OLTRE IL SUSHI) : LEGGI Quali alimenti consigli per detossinarci? «La soia, la zuppa di miso, ricca di aminoacidi che aiutano a eliminare le tossine e contengono antiossidanti, e del succo di limone assunto al mattino con un po’ di acqua tiepida. Consiglio comunque di evitare i grassi e la cuocere gli alimenti a vapore». La proposta del cibo nipponico è molto varia, hosomaki, uramaki, nigiri, temaki e gunkan e sashimi: qual è il più salutare? «Sicuramente il sashimi: è quello più leggero e sano, ricco dei preziosi Omega 3, ottimi per la pelle e il cuore». Conosci la cucina italiana? Cosa ne pensi? «La conosco e la trovo ottima, mi piace tantissimo iltiramisù. Credo che una piccola quantità non possa far male, l’importante, come sempre, è non esagerare». Qual è il tuo consiglio di benessere per le donne occidentali «Nessuna persona può stare perennemente a dieta, il cibo è un piacere che come tale deve essere assaporato. Ma non si deve nemmeno mangiare troppo, perché non fa bene. Le nostre rughe vengono dall’interno e dal nostro malessere, il segreto è essere se stesse, con semplicità». I MIGLIORI RISTORANTI GIAPPONESI IN ITALIA CONSIGLIATI DAI GIAPPONESI: LEGGI
Trucchi per la scelta di un buon estetista
Redazione - 02 feb 2015
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Redazione - 10 dic 2014