Bellezza e Benessere
Velocizza il metabolismo
Redazione - 08 feb 2015
Sanihelp.it - Stimolare il buon funzionamento del metabolismo è necessario non solo allo scopo di mantenere un peso corporeo che si adatti alla propria figura, ma anche perché esso ci aiuta ad avere molte più energie e anche ad assimilare in modo corretto i nutrienti presenti nel cibo. Un metabolismo lento non solo ci porterà ad ingrassare in modo inesorabile, ma anche a soffrire di letargia, di mancanza di vitalità e ad avere problemi digestivi. Lo yoga può davvero aiutare i propri praticanti a raggiungere un livello nel quale il metabolismo, grazie al costante riequilibrio nel funzionamento degli organi interni, lavora in modo giusto. Infatti, nonostante si possa pensare che le asana, cioè le posizioni dello yoga, servano solo a rendere il corpo più flessibile, più bello e più tonico, esse lavorano molto in profondità, giungendo sino agli organi interni. Si andranno, così, a stimolare le ghiandole che dosano gli ormoni all'interno del nostro corpo, come la tiroide, l'ipofisi e le ghiandole surrenali. Il risultato sarà un corpo più forte, dal giusto peso e anche più resistente agli agenti esterni. Ma quali sono le posizioni migliori per arrivare a stimolare il metabolismo? Sicuramente una grande spinta al buon funzionamento dell'organismo può essere data dalla pratica costante del Saluto al Sole, una serie di dodici posizioni in grado di aumentare il battito cardiaco, di stimolare l'apparato cardiocircolatorio e respiratorio e capace di riscaldare tutto il corpo molto velocemente. Le posizioni invertite, a partire dalla semplice Setu Bandhasana (nella sua forma più facile), sino a Sarvangasana (la posizione di Tutto il corpo Sostenuto) e Halasana (la posizione dell'aratro), andranno a portare il sangue verso la parte superiore del corpo e, quindi, a stimolare la tiroide e l'ipofisi. Le asana come Bhujangasana (la posizione del Cobra) e Dhanurasana (la posizione dell'Arco) vanno ad aprire la parte anteriore del corpo, a stimolare Agni, il fuoco digestivo e anche a massaggiare le ghiandole surrenali. Infine, le torsioni come Ardha Matsyendrasana (posizione di Mezza Torsione del Signore dei Pesci) o Bharadvajasana (Torsione di Bharadvaja) vanno a stimolare tutto l'apparato digerente consentendo un'assimilazione corretta dei nutrienti e anche un corretto funzionamento generale del metabolismo. Tutte queste asana, che dovranno sempre essere approcciate mediante l'aiuto di un insegnante, potranno essere integrate nella pratica quotidiana per rendere il proprio fisico più snello, efficiente e e scattante, giorno dopo giorno.
Le bevande energetiche contenenti caffeina possono incrementare le prestazioni degli sportivi, dando loro energia, ma aumentano poi insonnia, nervosismo ed eccitazione. Questi i risultati di una ricerca condotta per 4 anni dal Laboratorio de Fisiología del Ejercicio dell'università Camilo José Cela (Madrid) sulla scorta della crescente diffusione di queste bevande tra gli sportivi: secondo quanto riportano gli autori dello studio, oltre il 50% degli sportivi le usano negli allenamenti e/o in gara. Gli studiosi hanno seguito 90 atleti (53 maschi e 37 femmine) di alto livello e diverse discipline (calcio, pallacanestro, rugby, pallavolo, tennis, nuoto, hockey e alpinismo), abituati a consumare poca caffeina, per scoprire l'effetto di 3 lattine di energy drink o di una bevanda placebo prima di un impegno sportivo. I ricercatori hanno usato dispositivi GPS per stabilire la resa su distanza e velocità negli sport di squadra, e dinamometri e potenziometri par misurare il rendimento muscolare nelle altre discipline. Nel complesso, hanno rilevato un aumento del 3-7% di prestazioni e resistenza nei consumatori di energy drink. Nello specifico, salti migliori per i giocatori di pallacanestro, più forza e precisione nel colpo dei pallavolisti, miglior punteggio per i tennisti. I nuotatori sono stati più rapidi, gli alpinisti hanno mostrato maggior forza e potenza muscolare. Risultati simili anche negli sport di squadra. Il rovescio della medaglia sono stati i tipici effetti collaterali della caffeina (insonnia, nervosismo, eccitazione), la cui concentrazione in queste bevande è di 32 mg/100 ml: sono 80 mg, nelle lattine da 250 ml, e con tenori variabili da una marca all'altra. Non è la prima volta che alle bevande energizzanti vengono riconosciuti effetti positivi e reazioni negative da non sottovalutare (vedi anche le bevande energizzanti sono efficaci?). È intervenuta più volte sull'argomento anche l'Organizzazione mondiale della sanità, che in un recente studio propone di limitare i dosaggi di caffeina, regolamentando la pubblicità e la vendita a bambini e adolescenti, sui quali gli effetti sono peggiori. Curiosità al microscopio
No, non ridete: dalle statistiche del Nationwide Children’s Hospital risulta che negli Stati Uniti, dal 1990 al 2006, 1647 persone sono morte mentre spalavano la neve (lo riporta un articolo della BBC). Le cause? La combinazione di sforzo isometrico intenso e freddo pungente che provoca vasocostrizione periferica in mani, gambe, e piedi, centralizzando il sangue verso il cuore e aumentando così la pressione arteriosa. Quindi: spalare la neve può essere un’attività rischiosa, fosse anche solo per il mal di schiena o altro genere di infortuni traumatici. Quindi se dalle vostre parti la neve è già caduta copiosa, e vi tocca sgomberare il vialetto di casa, prima di impugnare la pala leggete questi due consigli per ridurre al minimo i rischi. Scegliete una pala su misura Provatela impugnandola in negozio: il manico deve arrivare all’altezza della cintura dei pantaloni. Se è più alto, allungandosi la leva farete più fatica; se è più basso vi costringerà a una posizione scomoda, soprattutto per la schiena. Non spalate, spingete Stare a gambe dritte e lavorare solo di braccia e schiena è il modo più veloce di finire a letto bloccati dal mal di schiena. Nel dubbio: piegate le gambe, come se doveste fare uno squat, e poi spingete come farebbe un rugbista tenendo la schiena dritta. Se poi la neve è davvero alta, partite dalla stessa posizione e tenendo i muscoli della schiena ben contratti usate le gambe per sollevare e spingere via il manto bianco. Credits: FlickrCC Michaela – KiiKoncepts
Ecco di quante ore di sonno avete veramente bisogno
Redazione - 07 feb 2015
Poche cose sono meglio del dormire. E, casi estremi di insonnia a parte, un terzo della vita la trascorriamo proprio nel sonno. Non è un caso che tra le nostre ricorrente lamentele c’è quella di non dormire abbastanza causa scuola e, poi, lavoro. Un deficit che spesso recuperiamo, come ghiri, nel week end.D’altronde il sonno, insieme al cibo, all’acqua e all’ossigeno è fonte di sopravvivenza primaria per l’essere umano. È infatti appurato che i disturbi notturni espongano a un maggior rischio di obesità, diabete e malattie cardiache, con la conseguenze riduzione dell’aspettativa di vita.Da sempre si discute sul minimo di ore necessarie da trascorrere sotto le lenzuola: sei, sette od otto? Non si è mai capito. Ora il quesito esistenziale ha la sua risposta. La National Sleep Foundation – ente di ricerca statunitense – ha condotto un’approfondita ricerca per fasce d’età: un team di 18 specialisti ha lavorato per due anni arrivando dunque a stilare il grafico di riferimento “age-to-age”.Fino ai 17 anni c’è più bisogno di dormire di quanto si pensasse. Andando a ripercorrere la tabella - prendete nota - un neonato fino a 3 mesi necessita tra le 14 e le 17 ore di sonno, mentre dai 4 a 11 dalle 12 alle 15 ore. I bimbi di 1-2 anni devono riposare almeno 11 ore (massimo 14), mentre in età prescolare (3-5 anni) il sonno raccomandato è tra le 10 e le 13 ore. Salendo, il range della scuola primaria e secondaria (6-13 anni) oscilla tra 10 e 11. Agli adolescenti dai 14 ai 17 anni bastano 8 ore (non più di 10). Ed eccoci alla fascia adulta: da quando si compiono 18 anni a quando si entra nella terza età (65 anni) vengono consigliate 7-9 ore. Agli over 65, invece, è prescritto un riposto massimo di 8 ore.
5 consigli per correre con la neve
Redazione - 07 feb 2015
Lo sappiamo: per continuare a correre in inverno ci vogliono le giuste motivazioni e il giusto abbigliamento. Se poi al freddo e al buio si aggiunge anche la neve, allora vale la pena di ribadire qualche consiglio pratico. Non forzare Rispetto ad altri periodi dell’anno, correre durante la stagione fredda esaurisce molto più velocemente le riserve energetiche. L’obiettivo è allora mantenere l’allenamento, senza spingersi troppo oltre i limiti – e per riequilibrare le energie, porta con te acqua e un paio di barrette energetiche. Proteggiti dal vento Soprattutto se forte, il vento può aggredire la pelle del viso: proteggilo spalmando della vaselina o una crema simile, e prendi in considerazione la possibilità di indossare occhiali per evitare irritazioni o danni agli occhi. Non invadere lo spazio altrui È imprudente correre sulle piste dedicate ad altri sport invernali: chi va in slitta o sugli sci si muove molto più velocemente di un corridore e non si aspetta di trovarne uno sul tracciato. Sconsigliati anche i sentieri per le ciaspole, poiché la neve non è compatta e ti ritroveresti immerso fino alle ginocchia. Presta attenzione al tipo di neve A seconda della temperatura e del tempo trascorso dall’ultima nevicata, il medesimo percorso può presentare diverse condizioni: ciò che il giorno prima era un’agevole distesa di neve soffice, quello successivo può diventare un’insidiosa lastra di ghiaccio. Mai sottovalutare i cambiamenti meteorologici. Subito al caldo Una volta terminata la corsa non restare all’aperto, tentazione che può essere forte se sei in compagnia e vuoi scambiare quattro chiacchiere: sudore e freddo non vanno d’accordo. Meglio farsi il prima possibile una doccia e indossare abiti asciutti. Credits: Guy Mayer/Flickr
E' boom di cosmesi vegana, piace a vip e attrici
Redazione - 07 feb 2015
Sanihelp.it - Vegetarianismo e veganismo sono trend in costante ascesa in USA e conseguentemente anche in Europa. Un anno fa il New York Mag affermava che il 2014 sarebbe stato l'anno del vegan su entrambe le sponde dell'Atlantico e non si sbagliava. Il 5per cento degli americani si dichiara infatti vegetariano e la metà di questi ha abbracciato la filosofia vegan. Anche in Italia i dati di crescita sono stupefacenti: la popolazione dei vegani cresce a un tasso del 10-15per cento annuo e sono già tra i 400 e i 700mila i vegani italiani. Vip del calibro di Jay Z e Beyoncé e opinion leader come Al Gore hanno in varia misura già sposato questo lifestyle, ma la lista di personaggi famosi vegani è lunga. Le ragioni che spingono verso questo tipo di stile di vita vanno dalla salute all'etica. I vegani etici sono coloro che scelgono il veganismo nella vita quotidiana, andando al di là della dieta alimentare. Questa nuova categoria di consumatori consapevoli ed esigenti ricerca anche prodotti per la cura della persona che rispettino animali e ambiente. Scegliere cosmetici vegani non significa solo rifiutare ogni tipo di test e sfruttamento degli animali, ma implica anche ricercare prodotti privi di qualsiasi ingrediente testato o di derivazione animale. Il make-up vegano nasce nel 2008 a Hollywood e regala alle donne un prodotto eco-friendly (con contenitori riciclabili e inchiostro biodegradabile), privo di talco e parabeni, cruelty free (certificazione PETA su ingredienti, formulazione e prodotto finito), senza glutine, senza pigmenti irritanti, senza coloranti sintetici e senza petrolati. I prodotti non sono comedogenici e vantano una formulazione antiage con acido ialuronico e vitamine. Un esempio di beauty case vegano? Ecco le proposte di Emani, brand utilizzato da molti make up artist e star di Hollywood. Quattro prodotti must have per una cosmesi green: HD Bamboo Setting Powder (un finish ad alta definizione, che controlla la lucidità e regala un colorito uniforme, 59,00 euro), Mascara organico alla soia (con proteine della soia e olio di jojoba, rinforza allunga e definisce le ciglia, 38,00 euro), Lip Gloss (11 tonalità per labbra idratate e impeccabili a lungo, 30,00 euro), Hydra Wear 12H Fondo Liquido (un fondo a base di acido ialuronico e olio di jojoba organico dalla texture setosa e a lunga durata, 56,00 euro). Si acquistano nei saloni di acconciatura e bellezza. Celebrities come Kristin Davis (Sex and the City), Madelein Stowe (La figlia del generale, We were soldiers, Revenge) e Nia Vardalos (Il mio grosso grasso materimonio greco) ne sono rimaste conquistate.
Fitness e palestra: basta scuse!
Redazione - 07 feb 2015
Iniziamo dal nostro corpo e staremo bene anche con la testa. A tanti può sembrare solo una frase fatta, ma chi ha provato in prima persona sa bene che è tanto banale quanto vera. E con la fine di un altro anno, non c’è momento migliore di questo per metterla in pratica. Da dove cominciare? Ovviamente dall’attività fisica, neutralizzando tutte le scuse più comuni. Non avere tempo Sfortunatamente per i più pigri, trovarlo non è più un problema, in quando esistono mini-programmi giornalieri della durata di appena 5 minuti a seduta. Questa scusa è dunque la prima ed essere, come dire, esaurita. Del resto, cosa sono anche 20 minuti di allenamento al giorno paragonati a tutto il tempo che quotidianamente passiamo davanti alla TV, al PC, al cellulare o in giro ad oziare con gli amici? Sacrificate alcuni di questi momenti e dedicateli al vostro corpo: nel giro di pochissimo tempo sarete enormemente ricompensati. Non avere l’attrezzatura La seconda scusa in ordine di apparizione. Anch’essa, tuttavia, è ben presto smontata. A meno che non vogliate fare qualcosa di specifico, per esempio scalare una montagna ghiacciata o il salto degli ostacoli a cavallo, non vi serve granché in fatto di attrezzatura. Basta una maglietta e dei pantaloncini per correre sul tapis roulant o sollevare pesi in palestra. E a seconda del clima, qualche strato in più se decidiamo di fare jogging all’aperto. Non sono in forma Questa, più che una scusa, è la ragione numero uno per cominciare un programma di training. È vero che per tanti di noi, la linea presenta un ostacolo non solo fisico, ma anche psicologico; eppure con un po’ di pazienza e, soprattutto, di buona volontà, possiamo fare tanto per risolvere il problema su entrambi i fronti. Iniziamo con una salutare camminata a passo veloce, e approfittiamo di tutte le situazioni che, giorno dopo giorno, si presentano per essere un po’ più dinamici: evitando di prendere la macchina se la destinazione non è troppo lontana, per esempio, oppure scendendo dall’autobus qualche fermata prima di arrivare al lavoro la mattina e a casa la sera.
Palestra: consigli «anti-noia»
Redazione - 06 feb 2015
Se da un tempo infinito avete intenzione di cominciare con la palestra – è possibile che siate addirittura iscritti già da tempo – non c’è momento migliore di questo per mantenere la promessa data ai vostri poveri muscoli. Probabilmente, uno dei motivi principali per cui finora avete rinunciato alla linea è quella fatale combinazione di pigrizia e noia che spesso e volentieri associamo a questo ambiente per «palestrati». Eppure non deve essere per forza così: sono tantissime le attività che possiamo intraprendere nella nostra gym locale, anche se gli attrezzi a disposizione sono solo i più classici. Prendiamo il tapis roulant, per esempio. Innanzitutto, più che un rullo che gira su se stesso si tratta di un vero e proprio salvavita invernale, che ci protegge dalle intemperie esterne permettendoci di fare jogging e restare in forma. Se tuttavia non riuscite a trovare nessuna motivazione per salirci sopra e iniziare a correre, ecco qualche altro spunto di riflessione per trovare la grinta giusta. Più decisi e più veloci Se già da qualche minuto siete arrivati in palestra ma non avete fatto altro che girovagare senza meta, cerchiamo di organizzarci meglio. Come? Seguendo un programma, per esempio. Meglio decidere prima di arrivare qual è l’obiettivo del giorno; in questo modo saremo più pronti e motivati, e di conseguenza anche più soddisfatti con noi stessi e con i risultati. Prefissiamoci di correre per esempio 2 km, o fare un tot di esercizi se il target è quello di tonificare i muscoli delle gambe. La cosa più importante è tenere sempre a mente il bersaglio e impegnarsi fino in fondo per centrarlo (o perlomeno colpirlo). Preparate una playlist I training possono variare per intensità, velocità, ritmo e durata; per questo la colonna sonora dei nostri sforzi deve calzare a pennello. Se in programma ci sono da smaltire 500 calorie, non possiamo pensare di ascoltare musica classica, così come non metteremo su del buon heavy metal durante lo stretching o una seduta di yoga. Abbinate la musica al vostro ritmo e alle vostre necessità, e non solo lo sforzo vi sembrerà minore, anche il tempo passerà più velocemente. Gambe e braccia Quando corriamo, tanti di noi trascurano l’importanza di muovere correttamente le braccia. Ebbene si tratta di una strategia fondamentale, che gli atleti e i corridori più esperti conoscono bene. Prima di tutto, via le mani dalla barra del tapis roulant! Tenervi lì aggrappati, infatti, vi farà smaltire molte meno calorie, e dunque sprecare la maggior parte dei vostri sforzi e, soprattutto, del vostro tempo prezioso. Lasciate le braccia libere, e muovetele lungo il busto seguendo il ritmo del vostro passo. Questo vi darà equilibrio e allo stesso tempo scioglierà la tensione nelle spalle, permettendovi una performance nettamente migliore. Ricordatevi, infine, di fare un po’ di stretching per le braccia e per le gambe sia prima che dopo la corsa.
Allenamento: bastano 20 minuti al giorno
Redazione - 06 feb 2015
Si muore di più per sedentarietà che per obesità. Ma con appena 20 minuti al giorno di attività fisica si possono prevenire problemi cardiovascolari e, quindi il rischio di morire prematuramente. Sono queste le conclusioni di un recente studio inglese della Cambridge University, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Gli scienziati hanno osservato per dodici anni gli effetti dell’obesità e della presenza o meno di esercizio su un campione di 334.161 uomini e donne europei, nell’ambito dell’Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition Study), uno dei più imponenti studi internazionali su alimentazione e salute. Da questa lunga analisi è emerso che le persone che si impegnano in anche piccoli esercizi giornalieri, equivalenti a circa 20 minuti di camminata, presentano dal 16% al 30% di possibilità in meno di morire prematuramente rispetto ai soggetti inattivi. Nonostante questo particolare aspetto benefico dell’esercizio fisico sia maggiori e più evidente tra le persone di peso normale, la ricerca ha dimostrato come anche chi ha un alto indice di massa corporea può guadagnarne sensibilmente. Una grande differenza è stata evidenziata, infatti, confrontando i gruppi di persone moderatamente attivi con quelli completamente sedentari. Del resto, sempre secondo lo studio, è emerso come dei 9,2 milioni di morti in Europa nel 2008 ‘solo’ 337 mila si possono attribuire all’obesità, mentre sono ben 676 mila i decessi a causa di problemi legati alla sedentarietà. Circa il doppio, quindi. Il professor Ulf Ekelund, ledear dello studio e membro del Medical Research Council (MRC) alla Cambridge University, ha affermato: “Si tratta di un messaggio molto semplice: è sufficiente una modesta quantità di attività fisica ogni giorno per avere sostanziali benefici per le persone fisicamente inattive”. Ma ha voluto comunque sottolineare che “anche se abbiamo dimostrato che appena 20 minuti possono fare la differenza, dovremmo comunque impegnarci a fare di più. L’attività fisica produce davvero molti vantaggi e dovrebbe essere parte integrante della nostra quotidianità”.