17 novembre, 2018
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Per evitare il diffondersi dell’allergia alle arachidi bisogna abituare i bambini a mangiarle sin da piccolissimi, da quando, intorno ai quattro mesi, cominciano ad aggiungere altri cibi al latte materno. A sostenerlo è una ricerca recente condotta dagli studiosi del King’s College di Londra insieme al National Institute of Allergy and Infections diseases, i cui risultati sono stati pubblicati anche sul New England Journal of Medicine. BAMBINI ALLERGICI IN AUMENTO La loro indagine è cominciata dopo aver osservato che la reazione patologica dell’organismo alle arachidi, che può comportare anche conseguenze gravi, si sta diffondendo molto rapidamente in Gran Bretagna. Secondo le statistiche ormai un bambino ogni 50 nell’età scolare è allergico a questo alimento e il numero è aumentato del 50% nell’arco degli ultimi dieci anni. Una constatazione analoga a quella fatta negli Stati Uniti, che risulta preoccupante anche in Italia se si considera che in molti cibi, dai biscotti alle merendine, si possono riscontrare tracce di arachidi. OSSERVATI 650 BAMBINI A RISCHIO Per la loro indagine, gli studiosi londinesi hanno preso come campione 650 bambini tra i 4 e gli 11 mesi di età che apparivano particolarmente a rischio nel contrarre l’allergia alle noccioline americane a causa di eczemi della pelle o altri sintomi. A una parte di loro sono state somministrate arachidi tre volte la settimana, all’altra parte sono state vietate. E alla fine dell’esperimento, quando i bimbi sono arrivati a cinque anni, si è constatato che in coloro che avevano consumato l’alimento la malattia si era sviluppata più raramente che non negli altri, con percentuali di oltre l’80% in meno. EVITARE DETERMINATI CIBI POTREBBE ESSERE SBAGLIATO Secondo gli specialisti probabilmente proprio il fatto di evitare alcuni cibi, perché si teme che possano risultare allergizzanti, finisce per renderli tali. E, data l’efficacia della ricerca, gli studiosi del King’s College stanno pensando di allargare le indagini anche ad altri cibi. Insomma un nuovo approccio per affrontare il problema delle allergie alimentari, che riguarda tutti gli alimenti, dalle uova ai pomodori alle fragole. Anziché smettere di somministrare i prodotti che potrebbero essere a rischio, provare a farli mangiare ai bambini sin da piccoli per vedere se si abituano. Un sistema che potrebbe rappresentare un sollievo per i genitori, anche italiani, che devono ogni giorno fare i conti con piatti separati e diete speciali per assicurare ai loro bambini la miglior salute possibile.

Arachidi, l’allergia si combatte mangiandole

Per evitare il diffondersi dell’allergia alle arachidi bisogna abituare i bambini a mangiarle sin da piccolissimi, da quando, intorno ai quattro mesi, cominciano ad aggiungere altri cibi al latte materno. A sostenerlo è una ricerca recente condotta dagli studiosi del King’s College di Londra insieme al National Institute of Allergy and Infections diseases, i cui risultati sono stati pubblicati anche sul New England Journal of Medicine. BAMBINI ALLERGICI IN AUMENTO La loro indagine è cominciata dopo aver osservato che la reazione patologica dell’organismo alle arachidi, che può comportare anche conseguenze gravi, si sta diffondendo molto rapidamente in Gran Bretagna. Secondo le statistiche ormai un bambino ogni 50 nell’età scolare è allergico a questo alimento e il numero è aumentato del 50% nell’arco degli ultimi dieci anni. Una constatazione analoga a quella fatta negli Stati Uniti, che risulta preoccupante anche in Italia se si considera che in molti cibi, dai biscotti alle merendine, si possono riscontrare tracce di arachidi. OSSERVATI 650 BAMBINI A RISCHIO Per la loro indagine, gli studiosi londinesi hanno preso come campione 650 bambini tra i 4 e gli 11 mesi di età che apparivano particolarmente a rischio nel contrarre l’allergia alle noccioline americane a causa di eczemi della pelle o altri sintomi. A una parte di loro sono state somministrate arachidi tre volte la settimana, all’altra parte sono state vietate. E alla fine dell’esperimento, quando i bimbi sono arrivati a cinque anni, si è constatato che in coloro che avevano consumato l’alimento la malattia si era sviluppata più raramente che non negli altri, con percentuali di oltre l’80% in meno. EVITARE DETERMINATI CIBI POTREBBE ESSERE SBAGLIATO Secondo gli specialisti probabilmente proprio il fatto di evitare alcuni cibi, perché si teme che possano risultare allergizzanti, finisce per renderli tali. E, data l’efficacia della ricerca, gli studiosi del King’s College stanno pensando di allargare le indagini anche ad altri cibi. Insomma un nuovo approccio per affrontare il problema delle allergie alimentari, che riguarda tutti gli alimenti, dalle uova ai pomodori alle fragole. Anziché smettere di somministrare i prodotti che potrebbero essere a rischio, provare a farli mangiare ai bambini sin da piccoli per vedere se si abituano. Un sistema che potrebbe rappresentare un sollievo per i genitori, anche italiani, che devono ogni giorno fare i conti con piatti separati e diete speciali per assicurare ai loro bambini la miglior salute possibile.

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