21 Aprile, 2019
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Quali sono le cause dell'iperglicemia

Quali sono le cause dell’iperglicemia

La glicemia è l’indice che rappresenta la quantità del glucosio ematico, espresso in milligrammi per millilitro di sangue.

Il suo valore fisiologico è di 110 mg/ml e viene calcolato su un campione ematico prelevato da un soggetto a digiuno.

Che cosa si intende per iperglicemia

Per iperglicemia si intende un’elevata quantità di glucosio nel sangue, che superi il valore soglia di 110 mg/ml.

Il glucosio è una sostanza appartenente alla categoria dei carboidrati, composti chimici dalla cui demolizione catabolica viene prodotta l’energia di pronto intervento necessaria all’organismo.

Tale sostanza rappresenta quindi la fonte energetica indispensabile per il corretto funzionamento delle cellule.

Quando si instaura un processo di iperglicemia, l’organismo reagisce stimolando il pancreas a produrre una maggiore quantità d’insulina, un ormone responsabile della trasformazione dello zucchero in acidi grassi.

Parallelamente viene inibita la sintesi di ormoni iperglicemizzanti che provocherebbero un incremento nella produzione di tale zucchero.

Da che cosa dipende l’iperglicemia

Quando il glucosio nel sangue è alto, il metabolismo viene alterato e di conseguenza si verifica una condizione clinica denominata delle “tre P”:

  • polidipsia (aumento della sete);
  • polifagia (aumento della fame);
  • poliuria (aumento della quantità di urine emesse nelle 24 ore).

La diagnosi di tale disturbo viene fatta mediante analisi di laboratorio su un campione di sangue, allo scopo di stabilire il valore della glicemia.

Le principali cause dell’innalzamento del glucosio nel sangue sono:

  • diabete mellito;
  • alcuni farmaci;
  • situazioni stressogene;
  • scorrette abitudini alimentari.

Il diabete mellito è una malattia metabolica legata ad anomalie funzionali del pancreas, che non è in grado di produrre insulina.

Tale disturbo può essere causato da:

  • un impedimento nell’utilizzo di insulina;
  • una scarsa disponibilità di insulina;
  • una combinazione dei due precedenti fattori.

L’iperglicemia conseguente alla carenza di insulina può determinare complicazioni a livello del sistema cardiovascolare, ed in particolare sui piccoli vasi arteriosi della retina, dell’apparato renale e del sistema nervoso.

Pertanto il diabete può avere conseguenze sia a breve che a lungo termine, in quanto le alterazioni funzionali a livello vasale possono verificarsi anche dopo molti anni.

Esistono tre diverse tipologie di questo disturbo metabolico, che sono:

  1. Diabete mellito di tipo I, avente una base di tipo immunitario che distrugge le cellule insulino-secernenti pancreatiche, riconoscendole come estranee, e che rientra pertanto nella categoria delle malattie autoimmuni.
  2. Diabete mellito di tipo II, che può dipendere sia da una diminuzione nella secrezione di insulina, sia da una resistenza da parte delle cellule all’azione dell’insulina (condizione di insulino-resistenza).
  3. Diabete gestazionale, che comprende le forme diabetiche legate al periodo della gravidanza.

L’iperglicemia può derivare dall’impiego di alcuni farmaci, come i cortisonici, i beta-bloccanti, i diuretici tiazidici, gli inibitori delle proteasi, alcuni medicinali antipsicotici e l’ormone della crescita.

In condizioni di stress prolungato, come ad esempio dopo un grave intervento chirurgico oppure in seguito a patologie come ictus ed infarto, si può verificare un incremento nella secrezione di ormoni iperglicemizzanti come il cortisolo e le catecolammine, che causano un aumento della concentrazione ematica di glucosio.

In seguito ad uno scorretto regime alimentare, improntato su un consumo eccessivo di carboidrati, si possono verificare degli squilibri metabolici tra cui l’iperglicemia. Anche la mancanza di attività fisica contribuisce a potenziare i livelli di questo zucchero nel sangue.

In generale, un errato stile di vita influisce negativamente su tutti i processi metabolici dell’organismo ed in particolare sulla regolazione dei tassi ematici del glucosio.

Pertanto, quando il valore della glicemia non è particolarmente elevato, si può cercare di contrastare l’iperglicemia impostando un regime dietetico equilibrato praticando una moderata attività sportiva, e garantendo un giusto ritmo circadiano nell’alternanza sonno/veglia.

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