18 Dicembre, 2018
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Chirurgia maxillo facciale: il post operatorio

Le indicazioni terapeutiche degli interventi di chirurgia maxillo facciale sono numerose: questa particolare branca della medicina si occupa del trattamento di tutte le patologie e i disturbi a carico dei tessuti molli e dei tessuti ossei del viso. Il chirurgo maxillo facciale è, per molti versi, una figura di congiunzione tra il medico chirurgo e lo specialista in odontoiatria, dal momento che spesso la sua opera è richiesta per il ripristino di una corretta occlusione attraverso il riposizionamento di mandibola e mascella, a volte in combinazione con una terapia ortodontica.

I campi di applicazione della chirurgia maxillo facciale spaziano dalla correzione di difetti ossei che impediscono una corretta masticazione o respirazione, fino al trattamento di problemi non prettamente funzionali, ma estetici, come le asimmetrie del viso.
Tali condizioni possono essere congenite oppure esito di patologie o eventi traumatici. In ogni caso, per ripristinare la completa funzionalità dell’apparato stomatognatico e migliorare la qualità della vita del paziente si rende necessario l’intervento di un team di specialisti, in possesso di competenze tecniche di alto livello.

Le nuove metodiche di intervento

Le operazioni di chirurgia maxillo facciale sono particolarmente delicate, sia in ragione della notevole complessità di tutti gli interventi invasivi a livello del volto, sia in considerazione del forte peso psicologico che un cambiamento anche lieve della propria fisionomia può avere per il paziente.

Il notevole progresso tecnologico in campo medico ha portato, negli ultimi anni, all’introduzione di nuove metodiche che oggi consentono di ottenere risultati un tempo impossibili e ridurre il disagio a carico del paziente durante la fase post operatoria.
Ai servizi offerti dal Sistema Sanitario Nazionale si affianca la presenza di cliniche specializzate nella varie applicazioni della chirurgia maxillo facciale, che in alcuni casi vantano la presenza di eccellenze e il ricorso alle più innovative metodologie operatorie come il protocollo chirurgico della F.E.S.S. (Fuctional Endoscopic Sinus Surgery), adottato da centri specializzati in chirurgia maxillo facciale o reparti ospedalieri pubblici o in convenzione.

Tuttavia, le operazioni di chirurgia maxillo facciale continuano ad essere motivo di grande timore tra i pazienti che vi si devono sottoporre per ragioni mediche o che desiderano risolvere difetti estetici. In effetti, il post operatorio di questi interventi può risultare piuttosto impegnativo.
Cerchiamo dunque di capire quali sono le conseguenze tipiche di questi trattamenti chirurgici e quali accorgimenti si possono adottare per accelerare i tempi di recupero, riducendo ai minimi termini l’eventualità di complicazioni.

I disagi tipici del post intervento

Le difficoltà sperimentate al termine di un’operazione di chirurgia maxillo facciale dipendono, naturalmente, dalla tipologia e dalla complessità dell’intervento.
La maggior parte delle operazioni di chirurgia maxillo facciale si svolgono in anestesia generale e, nonostante gli attuali protocolli medici consentano un risveglio rapido minimizzando i fastidi per il paziente, è del tutto normale sperimentare una sensazione di spossamento nelle ore successive all’intervento.

Il post operatorio degli interventi maxillo facciali è spesso accompagnato da una sensazione di dolore più o meno intensa, da gonfiore (edema) a livello del volto e, almeno nell’immediato, da difficoltà nel deglutire e nell’articolare le parole.
Nelle ore successive all’operazione, è normale che si verifichino piccoli sanguinamenti o la comparsa di ematomi sul viso e, in alcuni casi, la stanchezza fisica legata allo stress dell’intervento può accompagnarsi ad una leggera febbre e ad una sensazione di ostruzione delle vie respiratorie, dovuta sia all’edema delle mucose nasali che alla formazione di coaguli sanguigni.

Chirurgia maxillo facciale: indicazioni post operatorie e follow up

In genere, il periodo di ricovero che segue ad un intervento maxillo facciale è di sole 24 ore: in assenza di complicazioni, infatti, il paziente può tranquillamente proseguire il recupero tra le comodità di casa propria.

Naturalmente, è indispensabile attenersi in modo rigoroso alle indicazioni ricevute dai medici per quanto riguarda:

  • i farmaci da assumere per accelerare il recupero e scongiurare il pericolo di complicazioni (in genere antibiotici per prevenire le infezioni ed analgesici per ridurre i fastidi);
  • i medicinali da evitare (ad esempio tutti i farmaci che fluidificano il sangue e rallentano il processo di coagulazione, come l’Aspirina);
  • l’eventuale routine di cura e disinfezione delle ferite;
  • l’applicazione di elastici o altri elementi utili per mantenere le ossa mascellari nella posizione corretta.

L’alimentazione merita un discorso a parte: in genere, nei giorni immediatamente successivi all’intervento, il paziente è tenuto a seguire una dieta prevalentemente liquida o semiliquida. A seconda del tipo di operazione, può essere necessario limitare il ricorso alla masticazione anche per 6 – 8 settimane, per cui occorre studiare, insieme con il proprio medico, un piano alimentare a base di cibi soffici che consenta comunque di fornire al corpo tutte le sostanze nutritive di cui avrà bisogno per garantire un pronto recupero. In generale, gli alimenti sconsigliati sono pane, pizza, carni dure, pasta al dente e frutta e verdure crude.

Nel periodo post intervento, è fondamentale curare con attenzione l’igiene orale, per evitare il rischio di infezione delle ferite chirurgiche. L’uso dello spazzolino è da evitarsi nei primi giorni. Oltre a sciacquare abbondantemente la bocca con l’acqua, può essere indicato il ricorso a collutori specifici.

Affaticamento, difficoltà a prendere sonno e lieve calo ponderale sono tutti fenomeni tipici del decorso post operatorio, che non devono destare preoccupazioni particolari nel paziente.
Anche il gonfiore del viso, che a volte può estendersi alla lingua complicando la deglutizione e la fonazione nelle prime ore, tende a diminuire gradualmente, consentendo di tornare alla vita di tutti i giorni e di apprezzare il risultato finale dell’intervento in un tempo massimo, in genere, di 2 mesi.
Al termine di questo periodo, il paziente può tornare ad alimentarsi nel modo desiderato e a svolgere attività fisiche intense.

Il follow up degli interventi di chirurgia maxillo facciale si articola in una serie di visite di controllo volte a verificare la corretta cicatrizzazione delle ferite chirurgiche e la saldatura degli elementi ossei del viso, nonché la funzionalità dell’apparato mandibolare e il raggiungimento del risultato desiderato.
Normalmente, il paziente recupera autonomamente il pieno controllo della sensibilità e di tutti i movimenti della bocca. Tuttavia, nei casi in cui si presentano difficoltà, è sempre possibile optare per un breve percorso riabilitativo, con la guida di un fisioterapista esperto.

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