21 novembre, 2018
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Il rachitismo è una fragilità ossea patologica che nei bambini che può portare a deformità e fratture. Vediamo le cause e come intervenire Il rachitismo nei bambini è per fortuna una sindrome ormai[...]


Il rachitismo nei bambini: sintomi, cause e terapia

Il rachitismo è una fragilità ossea patologica che nei bambini che può portare a deformità e fratture. Vediamo le cause e come intervenire.


Il rachitismo nei bambini è per fortuna una sindrome ormai molto rara, ma che un tempo si manifestava soprattutto a causa delle denutrizione.

Infatti si tratta di una patologia ossea che potremmo assimilare all’osteoporosi, in quanto rende le ossa infantili, proprio nel momento del loro sviluppo, fragili, “morbide” per carenza di minerali e soprattutto di vitamina D, e quindi soggette a deformità e fratture.

Un tempo vedere bambini rachitici, con le gambette storte, era molto comune, oggi, per fortuna, molto meno, soprattutto alle nostre latitudini. Il rachitismo può insorgere precocemente nei neonati tra i 4 e i 6 mesi di vota, e in questo caso i sintomi sono:

  • Alterazione e deformità delle ossa a rapido accrescimento, ovvero cranio, bacino e torace

Ma più comunemente il problema si manifesta dopo i 12 mesi di vita, quando il bambino inizia a camminare e le sue gambette si “arcuano”, così come anche le braccia non si formano correttamente. Come anticipato, la causa del rachitismo è la carenza grave di vitamina D (colecalciferolo), la quale svolge un compito importantissimo nel favorire l’accrescimento osseo nella prima infanzia.

Infatti il suo ruolo è quello di permettere l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino e far sì che si “fissi” nelle ossa con la giusta contrazione. In questo modo le ossa si rinforzano e crescono dritte e robuste. La vitamina D si assume prevalentemente grazie al sole, attraverso un processo chimico in cui i raggi ultravioletti consentono ad una provitamina presente nella nostra pelle – il deidrocolesterolo – di sintetizzare la vitamina D e metabolizzarla.

Ecco spiegato perché a soffrire di più di rachitismo sono soprattutto i bimbi che non vengono sposti alla luce del sole, che vivono in ambienti oscuri e malsani e in zone in cui la luce solare è insufficiente. Ma fonte importante di colecalciferolo è anche l’alimentazione. Ecco i cibi che sono più ricchi di vitamina D:

  • Oli di pesce, in particolare l’olio di fegato di merluzzo (disponibile anche sotto forma di integratori)
  • Pesci grassi dei mari nordici come aringhe e salmone, ma anche le sardine, il tonno, la trota e il pesce spada
  • Uova
  • Burro e latte (minime concentrazioni)
  • Soia
  • Caviale
  • Funghi
  • Frutti di mare

I bambini assumono la vitamina D dal latte materno, e il processo di assorbimento di questa sostanza da parte del feto avviene già in gravidanza. I bambini che nascono prematuri sono più a rischio di rachitismo, perché il loro intestino potrebbe non essere abbastanza maturo per assorbire la vitamina D, e in generale anche i bimbi non allattati al seno possono avere qualche carenza in più facilmente colmabile.

Basta una profilassi di 18 mesi (dalla nascita) a base di integratori di vitamina D da somministrare dietro controllo medico e regolare esposizione al sole con adeguata protezione (non necessariamente in spiaggia, basta una passeggiata al sole nelle belle giornate).

Nei bambini più grandicelli la diagnosi di rachitismo giunge dopo specifiche analisi, come le radiografie e la densiometria ossea, e la terapia consiste sempre la somministrazione di vitamina D e di calcio per cicli di 3-6 settimane, sotto controllo medico. Questa terapia anti-rachitismo può durare diversi anni, ma in genere è molto efficace e consente ai bambini di sviluppare correttamente il proprio scheletro rinforzando le ossa.

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