23 settembre, 2018
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mal di testa cronico

Il mal di testa cronico: un disturbo che colpisce il 18% della popolazione

Al convegno della North American Neuromodulation Society presentati i dati di uno studio sulle cefalee: «Una valida soluzione per una patologia che colpisce il 18% della popolazione, in particolare donne e giovani» afferma Giovanni Frigerio del Barolat Neuromodulation Institute Europe di Appiano Gentile

Oltre 7 pazienti su 10 hanno avuto benefici, con riduzione dell’assunzione di analgesici e miglioramento complessivo della qualità della vita. Questi i risultati cui è arrivata una ricerca condotta dal dottor Paul Verrils,mal di testa cronico presentata a dicembre a Las Vegas al meeting annuale della North American Neuromodulation Society e di prossima pubblicazione sulla rivista scientifica Neuromodulation, sull’applicazione della neurostimolazione sottocutanea alle persone affette da mal di testa cronico. «Lo studio evidenzia come l’elettrostimolazione sia una possibilità per chi soffre di mal di testa e non ha altre soluzioni. È una tecnica relativamente nuova che si basa su una stimolazione elettrica del sistema nervoso periferico che sostituisce il dolore con un altro impulso», afferma Giovanni Frigerio, medico anestesista, terapista del dolore del Barolat Neuromodulation Institute Europe di Appiano Gentile (Como.
«Una volta che sono escluse patologie correlate, la neurostimolazione sottocutanea si è rivelata una valida alternativa ai farmaci, – aggiunge Frigerio -. È molto praticata in America, dove è stata introdotta dal 2000 grazie alle intuizioni di un italiano, il torinese Giancarlo Barolat, considerato uno dei maggiori esperti al mondo per la cura del dolore».

Lo studio. Lo studio presentato a Las Vegas ha coinvolto per oltre 4 anni 83 pazienti che soffrono di mal di testa, a cui sono stati impiantato uno o più elettrodi sottocutanei nelle zone dove avevano più dolore. Di questi, 60 pazienti hanno detto di avere avuto un miglioramento in seguito all’innesto e 41 hanno riportato un miglioramento di oltre il 50%. L’83% dei pazienti ha ridotto l’uso di analgesici o di farmaci profilattici (presi all’insorgenza dei sintomi o preventivi) e sono anche state osservate diminuzione di disabilità e depressione. In 10 casi è stata necessaria una revisione chirurgica (risistemazione elettrodo), ma non sono state riportate complicazioni a lungo termine.
«Il mal di testa è uno dei motivi più frequenti per cui i pazienti si rivolgono a noi, soprattutto giovani e donne» prosegue Frigerio. Nove persone su 10 l’hanno provato almeno una volta nella vita; il 50% hanno diversi attacchi durante l’anno. «Nel 18% dei casi il paziente ne soffre per tutta la vita, senza trovare una soluzione. Le cause sono diverse e non sempre chiare: sicuramente l’ereditarietà è uno dei fattori di rischio più importanti» afferma il medico anestesista. In caso di mal di testa persistente (ossia che dura da più di tre mesi, con oltre 4/5 attacchi al mese), il paziente deve fare degli accertamenti per escludere altre patologie e impostare terapie farmacologiche per ridurre il dolore. A lungo andare, tuttavia, i farmaci danno spesso assuefazione e diventano meno efficaci. «Ecco perché è importante individuare cure alternative» aggiunge.

cefaleaI tipi di mal di testa. Secondo i dati presentati a Las Vegas, il mal di testa di tipo muscolo-tensivo è più comune dell’emicrania, con un’incidenza del 52% circa. Il 3% della popolazione ha un’emicrania cronica, ossia ne soffre per 15 o più giorni al mese. La presenza di altre patologie sembra favorire l’emicrania, in particolare ansia, sbalzi d’umore, allergie, dolore cronico ed epilessia. Vomito ricorrente, sonnambulismo e mal d’auto durante l’infanzia, sono fattori che possono favorire lo sviluppo dell’emicrania in età adulta o giovanile. La severità della prognosi è variabile: il 25% di chi soffre di emicrania ha 4 o più attacchi forti al mese, il 48% ne ha da uno a 4 e il 38% uno o meno di uno.
L’andamento è variabile: nel 30% dei soggetti il mal di testa tende a diminuire, nel 45% dei casi è persistente e nel 25% dei casi si trasforma in altri tipi di mal di testa. Di solito tendono a diminuire nelle donne oltre i 50 anni dopo la meno pausa, a meno che non si sottopongano a una terapia con estrogeni. Si stima che il costo complessivo del mal di testa (sociale e medico) sia di 25 miliardi di euro all’anno nella comunità Europea.

Cos’è la neuro stimolazione sottocutanea? Consiste nell’innesto sottopelle di uno o più elettrodi nel punto all’origine del dolore, in modo che trasmetta degli impulsi elettrici impedendo di sentire il dolore. Si tratta di una tecnica poco invasiva, soprattutto in confronto alle altre soluzioni disponibili come quelle midollari, e praticamente priva di effetti collaterali: non ci sono limiti d’età o controindicazioni. Si esegue un impianto di prova, per vedere se il paziente ottiene benefici, e in caso positivo si procede con una seconda seduta per l’innesto definitivo del generatore di impulsi.
È utile per il trattamento non solo del mal di testa, ma di tanti altri problemi legati al dolore cronico benigno (come il mal di schiena). Importante è che la neurostimolazione sia eseguita da esperti, altrimenti può non dare i risultati sperati. A volte si abbina ad altre tecniche, come la stimolazione midollare. A seconda del tipo di dolore, vengono posizionati uno o più fili sottilissimi sotto la cute e un generatore di impulsi che è di dimensioni molto ridotte (come una piccola scatola di fiammiferi) e si può posizionare in vari punti del corpo, sempre sotto cute. Sempre a Las Vegas, l’appuntamento americano più importante del settore, è stata presentata una nuova tecnologia “wireless” efficace anche per la cura delle cefalee. Il generatore di impulsi non è più sotto pelle, ma è una cintura o un bracciale che si collega senza fili, tramite radiofrequenza, con gli elettrodi. «Credo che il comfort per il paziente sarà decisamente migliore – aggiunge Frigerio -. A breve sarà disponibile anche in Italia».

Giovanni Frigerio. (www.studiosata.eu e www.barolateurope.com) Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Anestesiologia e Rianimazione, Giovanni Frigerio è uno dei maggiori esperti italiani in terapia e cura del dolore. La cura del dolore cronico non oncologico è da anni uno dei suoi principali interessi, che lo porta a frequentare numerosi corsi pratici e di perfezionamento, workshop clinici e cadaver lab in centri di eccellenza in Italia e all’estero. All’Istituto Clinico Villa Aprica di Como dirige il reparto di terapia antalgica ed è docente di workshop e corsi teorici e pratici sulle procedure in radiofrequenza pulsata e sulle tecniche di chirurgia mini invasiva del rachide per il dolore cronico. Ha collaborato con il Neuroscience Institute del Presbiterian S. Luke Hospital di Denver diretto dal Dr. G. Barolat, centro di riferimento mondiale del settore. Dal 2011 è Responsabile per L’Europa del Barolat Neuromodulation Institute. Svolge la sua attività a Cantù, Como, Campione d’Italia, Varese dove è consulente per la Terapia Antalgica alla Casa di Cura la Quiete e ad Appiano Gentile dove è Responsabile del Barolat Neuromodulation Europe. È membro delle principali società scientifiche nazionali ed internazionali per lo studio,la ricerca e la terapia del dolore (S.I.A.A.R.T.I. Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva; SICD Società Italiana clinici del dolore;FEDERDOLORE e INS International Neuromodulation Society; WIP World Institute of Pain; IASP International Association for the Study of Pain; F.I.O. Federazione internazionale Ossigeno-Ozono terapia).

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