20 ottobre, 2018
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Cambio di nome ma non di sostanza: i pazienti diventano persone assistite. È questo il nuovo termine introdotto nella bozza del codice deontologico. Ma come mai questa necessità di modificare la[...]






Il paziente non esiste più, ora si chiama “persona assistita”

Cambio di nome ma non di sostanza: i pazienti diventano persone assistite. È questo il nuovo termine introdotto nella bozza del codice deontologico. Ma come mai questa necessità di modificare la terminologia?

I vecchi pazienti vanno in pensione. Si fa ovviamente per dire. I malati saranno definiti “persone assistite”. Questa è l’indicazione introdotta dalla Fnomceo, la federazione nazionale degli ordini dei medici, nella bozza del codice deontologico che regola la professione. Non c’è ancora nulla di definitivo: probabilmente gli esperti prenderanno una decisone entro l’autunno. Come mai si è sentita la necessità di apportare una simile modifica?

Trasmette il significato immediato di chi ha diritto a ricevere cure e assistenza senza passività. Anzi deve essere più che mai al centro del sistema. È un cambiamento importante. C’è stato un ampio dibattito, non va considerato un esercizio accademico.

Ha spiegato così Amedeo Bianco, presidente di Fnomceo e senatore Pd. Ovviamente, non sono tutti d’accordo ed è questo uno dei motivi per cui la modifica sarà rivista già nel mese di febbraio. L’ ematologo Franco Mandelli, per esempio, preferisce la vecchia definizione, decisamente più umana e soprattutto più coerente con il ruolo che il malato deve affrontare.

Preferisco dire paziente perché si addice a un malato che deve avere pazienza nell’accettare le cure e aspettare di guarire. Il concetto legato ad assistito non mi piace perché si può avere bisogno di un medico ma non della sua assistenza. Penso ad esempio a chi ha un valore sballato di globuli bianchi e non ha necessità di restare in ospedale. Continuerò a esprimermi come sempre ho fatto.

Per capire questa modifica, è necessario guardare oltre. Un tempo la medicina curava solo la malattia, non preoccupandosi dell’aspetto più psicologico del problema. Oggi si sta tentando di dare più spazio alla persona (medicalmente assistita), affinché le terapie possano viaggiare parallelamente su due livelli: quello del malato e quello della malattia.

Via | Corriere

Il paziente non esiste più, ora si chiama "persona assistita" é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 15:12 di mercoledì 21 agosto 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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