23 giugno, 2018
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Medicina estetica: negli USA i ritocchi in pausa pranzo sono un pericolo per la salute.

No ai ritocchi in pausa pranzo: mettono in pericolo la salute delle persone. Lo dice il prestigioso Collegio di Medicina Estetica per bocca di Alberto Massironepresidente di Agorà Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico – in merito al fenomeno che sta esplodendo negli USA, documentato dal New York Times e dal periodico AZ-Family (http://www.azfamily.com/news/Lunchtime-cosmetic-procedures-become-more-popular-221681941.html).

Il ritocco in pausa pranzo preoccupa molto i nostri medici, ma di cosa si tratta? Principalmente di trattamenti express di 20 minuti, tossina botulinicainterventi e ritocchi tra una riunione e l’altra o in pausa pranzo per un trend che riguarda milioni di americani, per lo più manager, quadri e professionisti come banchieri e finanzieri che per mancanza di tempo o per via della crisi scelgono soluzioni rapide. A darne notizia, con un tono tutt’altro che allarmistico, è l’ articolo di Tami Hoey, che scrive: “Se un tempo i ritocchi cosmetici richiedevano tempo e procedure invasive oggi non è più così. Ora potete cancellare i segni del tempo dal viso con trattamenti che non vi richiederanno più della durata di una pausa pranzo, per poi tornare in ufficio. Stanno diventando sempre più diffusi trattamenti non invasivi della durata di un’ ora o meno e che non richiedono tempi di recupero lunghi. Il ricorso a tecniche come il Coolsculpting o criolipolisi che congela il grasso e lo riduce nelle zone problematiche o l’Ultherapy Usta per mento e viso e che contribuisce alla produzione di collagene. I primi risultati sono visibili in pochi giorni mentre per i trattamenti più complessi sono necessarie alcune settimane. ”.(http://www.azfamily.com/news/Lunchtime-cosmetic-procedures-become-more-popular-221681941.html).

Ritmi di vita frenetici, tecniche innovative e modelli di bellezza sempre meno vicini a bambole di gomma: oggi quasi nessuno vuole più sottoporsi a un intervento vero e proprio, tutti abbiamo fretta. Nessuno vuole fermarsi per 10/15 giorni per i lividi post operatori provocati da un intervento chirurgico. I nuovi interventi si eseguono addirittura in pausa pranzo, senza anestesia e permettono di tornare subito alla vita di relazione.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il quotidiano argentino La Nacion secondo cui “seguendo l’esempio di ciò che avviene negli Stati Uniti, la pausa pranzo si sta trasformando nell’orario di punta per le cliniche estetiche con sempre più persone che invece di uscire dall’ufficio per andare a pranzare, lo dedicano al ritocchino. I picchi, tra le ore 12.00 e le 14.00, dove si registra un aumento degli interventi del + 25% nell’ultimo anno, con laser, iniezioni di tossina botulinica e filler in pole position”. (http://www.lanacion.com.ar/1532180-tratamientos-esteticos-en-el-break-del-almuerzo) La novità è approdata anche nel Vecchio Continente, in Germania, come rivela la popolarissima Bild secondo cui “la mania del ritocco estetico in pausa pranzo riguarda sempre più manager. Infatti il 20% di coloro che si rivolgono a saloni di bellezza o trattamenti estetici in questo preciso momento della giornata è rappresentato da uomini in carriera”. (http://www.bild.de/geld/wirtschaft/kosmetik/manager-im-schoenheitsstress-33215080.bild.html)

Sonora bocciatura di questa tendenza da parte dell’autorevole membro del consiglio direttivo del Collegio delle Società Scientifiche Italiane di Medicina Estetica, il prof. Alberto Massirone che non usa mezzi termini: “ L’utilizzo così improprio e così veloce di un trattamento, lo puoi fare dal parrucchiere, lo puoi fare dal manicure, ma non sicuramente per un intervento medico. Non escludo che in venti minuti si possa fare un trattamento – prosegue il professore – però collegarlo alla pausa pranzo significa banalizzare tutto quello che c’è dietro. Abbiamo delle procedure molto più specifiche, più particolareggiate rispetto a quelle che normalmente vengono riportate sui media, per questo diventa difficile limitare tutto alla pausa. É chiaro – conclude Massirone – che nello spazio temporale del pasto ci può stare un trattamento, però non è tipico della pausa pranzo come è inteso in America, uno dietro l’altro in piedi come aspettare un panino da MacDonald’s.”

Che il futuro sia la coda con il numerino per un trattamento di medicina estetica? Auguriamoci di no e che ogni intervento, dal filler alla tossina botulinica, sia il frutto di un ragionamento e di una riflessione.

Non è tutto oro quello che arriva dall’America!

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