17 giugno, 2018

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Velocizza il metabolismo

Sanihelp.it - Stimolare il buon funzionamento del metabolismo è necessario non solo allo scopo di mantenere un peso corporeo che si adatti alla propria figura, ma anche perché esso ci aiuta ad avere molte più energie e anche ad assimilare in modo corretto i nutrienti presenti nel cibo. Un metabolismo lento non solo ci porterà ad ingrassare in modo inesorabile, ma anche a soffrire di letargia, di mancanza di vitalità e ad avere problemi digestivi. Lo yoga può davvero aiutare i propri praticanti a raggiungere un livello nel quale il metabolismo, grazie al costante riequilibrio nel funzionamento degli organi interni, lavora in modo giusto. Infatti, nonostante si possa pensare che le asana, cioè le posizioni dello yoga, servano solo a rendere il corpo più flessibile, più bello e più tonico, esse lavorano molto in profondità, giungendo sino agli organi interni. Si andranno, così, a stimolare le ghiandole che dosano gli ormoni all'interno del nostro corpo, come la tiroide, l'ipofisi e le ghiandole surrenali. Il risultato sarà un corpo più forte, dal giusto peso e anche più resistente agli agenti esterni. Ma quali sono le posizioni migliori per arrivare a stimolare il metabolismo? Sicuramente una grande spinta al buon funzionamento dell'organismo può essere data dalla pratica costante del Saluto al Sole, una serie di dodici posizioni in grado di aumentare il battito cardiaco, di stimolare l'apparato cardiocircolatorio e respiratorio e capace di riscaldare tutto il corpo molto velocemente. Le posizioni invertite, a partire dalla semplice Setu Bandhasana (nella sua forma più facile), sino a Sarvangasana (la posizione di Tutto il corpo Sostenuto) e Halasana (la posizione dell'aratro), andranno a portare il sangue verso la parte superiore del corpo e, quindi, a stimolare la tiroide e l'ipofisi. Le asana come Bhujangasana (la posizione del Cobra) e Dhanurasana (la posizione dell'Arco) vanno ad aprire la parte anteriore del corpo, a stimolare Agni, il fuoco digestivo e anche a massaggiare le ghiandole surrenali. Infine, le torsioni come Ardha Matsyendrasana (posizione di Mezza Torsione del Signore dei Pesci) o Bharadvajasana (Torsione di Bharadvaja) vanno a stimolare tutto l'apparato digerente consentendo un'assimilazione corretta dei nutrienti e anche un corretto funzionamento generale del metabolismo. Tutte queste asana, che dovranno sempre essere approcciate mediante l'aiuto di un insegnante, potranno essere integrate nella pratica quotidiana per rendere il proprio fisico più snello, efficiente e e scattante, giorno dopo giorno.

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Energy drink e prestazioni sportive: tutta la verità

Le bevande energetiche contenenti caffeina possono incrementare le prestazioni degli sportivi, dando loro energia, ma aumentano poi insonnia, nervosismo ed eccitazione. Questi i risultati di una ricerca condotta per 4 anni dal Laboratorio de Fisiología del Ejercicio dell'università Camilo José Cela (Madrid) sulla scorta della crescente diffusione di queste bevande tra gli sportivi: secondo quanto riportano gli autori dello studio, oltre il 50% degli sportivi le usano negli allenamenti e/o in gara. Gli studiosi hanno seguito 90 atleti (53 maschi e 37 femmine) di alto livello e diverse discipline (calcio, pallacanestro, rugby, pallavolo, tennis, nuoto, hockey e alpinismo), abituati a consumare poca caffeina, per scoprire l'effetto di 3 lattine di energy drink o di una bevanda placebo prima di un impegno sportivo. I ricercatori hanno usato dispositivi GPS per stabilire la resa su distanza e velocità negli sport di squadra, e dinamometri e potenziometri par misurare il rendimento muscolare nelle altre discipline. Nel complesso, hanno rilevato un aumento del 3-7% di prestazioni e resistenza nei consumatori di energy drink. Nello specifico, salti migliori per i giocatori di pallacanestro, più forza e precisione nel colpo dei pallavolisti, miglior punteggio per i tennisti. I nuotatori sono stati più rapidi, gli alpinisti hanno mostrato maggior forza e potenza muscolare. Risultati simili anche negli sport di squadra. Il rovescio della medaglia sono stati i tipici effetti collaterali della caffeina (insonnia, nervosismo, eccitazione), la cui concentrazione in queste bevande è di 32 mg/100 ml: sono 80 mg, nelle lattine da 250 ml, e con tenori variabili da una marca all'altra. Non è la prima volta che alle bevande energizzanti vengono riconosciuti effetti positivi e reazioni negative da non sottovalutare (vedi anche le bevande energizzanti sono efficaci?). È intervenuta più volte sull'argomento anche l'Organizzazione mondiale della sanità, che in un recente studio propone di limitare i dosaggi di caffeina, regolamentando la pubblicità e la vendita a bambini e adolescenti, sui quali gli effetti sono peggiori. Curiosità al microscopio

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Problemi alimentari? Colpa della mamma. La psicologa spiega

Una ragazza che soffre di disturbi alimentari non sorprende più. È una triste realtà quella che caratterizza una società come la nostra sempre più dominata dal mito del corpo perfetto. Modelle filiformi, star del cinema e della musica in forma impeccabile, showgirl dalla linea invidiabile sono solo alcuni degli esempi negativi per l’autostima delle adolescenti alle prese con la propria fisicità. Ma non sono gli unici. Spesso, infatti, all’origine dell’adozione di cattive abitudini alimentari ci può essere una mamma particolarmente attenta alla linea o perennemente a dieta. Un’attitudine, quest’ultima, piuttosto diffusa tra le donne che soprattutto con il passare degli anni prestano più attenzione all’alimentazione e cercano in ogni modo di mantenersi in forma fino ad arrivare a delle vere e proprie sfide con la bilancia. 

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Fitness e palestra: basta scuse!

Iniziamo dal nostro corpo e staremo bene anche con la testa. A tanti può sembrare solo una frase fatta, ma chi ha provato in prima persona sa bene che è tanto banale quanto vera. E con la fine di un altro anno, non c’è momento migliore di questo per metterla in pratica. Da dove cominciare? Ovviamente dall’attività fisica, neutralizzando tutte le scuse più comuni. Non avere tempo Sfortunatamente per i più pigri, trovarlo non è più un problema, in quando esistono mini-programmi giornalieri della durata di appena 5 minuti a seduta. Questa scusa è dunque la prima ed essere, come dire, esaurita. Del resto, cosa sono anche 20 minuti di allenamento al giorno paragonati a tutto il tempo che quotidianamente passiamo davanti alla TV, al PC, al cellulare o in giro ad oziare con gli amici? Sacrificate alcuni di questi momenti e dedicateli al vostro corpo: nel giro di pochissimo tempo sarete enormemente ricompensati. Non avere l’attrezzatura La seconda scusa in ordine di apparizione. Anch’essa, tuttavia, è ben presto smontata. A meno che non vogliate fare qualcosa di specifico, per esempio scalare una montagna ghiacciata o il salto degli ostacoli a cavallo, non vi serve granché in fatto di attrezzatura. Basta una maglietta e dei pantaloncini per correre sul tapis roulant o sollevare pesi in palestra. E a seconda del clima, qualche strato in più se decidiamo di fare jogging all’aperto. Non sono in forma Questa, più che una scusa, è la ragione numero uno per cominciare un programma di training. È vero che per tanti di noi, la linea presenta un ostacolo non solo fisico, ma anche psicologico; eppure con un po’ di pazienza e, soprattutto, di buona volontà, possiamo fare tanto per risolvere il problema su entrambi i fronti. Iniziamo con una salutare camminata a passo veloce, e approfittiamo di tutte le situazioni che, giorno dopo giorno, si presentano per essere un po’ più dinamici: evitando di prendere la macchina se la destinazione non è troppo lontana, per esempio, oppure scendendo dall’autobus qualche fermata prima di arrivare al lavoro la mattina e a casa la sera.

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Palestra: consigli «anti-noia»

Se da un tempo infinito avete intenzione di cominciare con la palestra – è possibile che siate addirittura iscritti già da tempo – non c’è momento migliore di questo per mantenere la promessa data ai vostri poveri muscoli. Probabilmente, uno dei motivi principali per cui finora avete rinunciato alla linea è quella fatale combinazione di pigrizia e noia che spesso e volentieri associamo a questo ambiente per «palestrati». Eppure non deve essere per forza così: sono tantissime le attività che possiamo intraprendere nella nostra gym locale, anche se gli attrezzi a disposizione sono solo i più classici. Prendiamo il tapis roulant, per esempio. Innanzitutto, più che un rullo che gira su se stesso si tratta di un vero e proprio salvavita invernale, che ci protegge dalle intemperie esterne permettendoci di fare jogging e restare in forma. Se tuttavia non riuscite a trovare nessuna motivazione per salirci sopra e iniziare a correre, ecco qualche altro spunto di riflessione per trovare la grinta giusta. Più decisi e più veloci Se già da qualche minuto siete arrivati in palestra ma non avete fatto altro che girovagare senza meta, cerchiamo di organizzarci meglio. Come? Seguendo un programma, per esempio. Meglio decidere prima di arrivare qual è l’obiettivo del giorno; in questo modo saremo più pronti e motivati, e di conseguenza anche più soddisfatti con noi stessi e con i risultati. Prefissiamoci di correre per esempio 2 km, o fare un tot di esercizi se il target è quello di tonificare i muscoli delle gambe. La cosa più importante è tenere sempre a mente il bersaglio e impegnarsi fino in fondo per centrarlo (o perlomeno colpirlo). Preparate una playlist I training possono variare per intensità, velocità, ritmo e durata; per questo la colonna sonora dei nostri sforzi deve calzare a pennello. Se in programma ci sono da smaltire 500 calorie, non possiamo pensare di ascoltare musica classica, così come non metteremo su del buon heavy metal durante lo stretching o una seduta di yoga. Abbinate la musica al vostro ritmo e alle vostre necessità, e non solo lo sforzo vi sembrerà minore, anche il tempo passerà più velocemente. Gambe e braccia Quando corriamo, tanti di noi trascurano l’importanza di muovere correttamente le braccia. Ebbene si tratta di una strategia fondamentale, che gli atleti e i corridori più esperti conoscono bene. Prima di tutto, via le mani dalla barra del tapis roulant! Tenervi lì aggrappati, infatti, vi farà smaltire molte meno calorie, e dunque sprecare la maggior parte dei vostri sforzi e, soprattutto, del vostro tempo prezioso. Lasciate le braccia libere, e muovetele lungo il busto seguendo il ritmo del vostro passo. Questo vi darà equilibrio e allo stesso tempo scioglierà la tensione nelle spalle, permettendovi una performance nettamente migliore. Ricordatevi, infine, di fare un po’ di stretching per le braccia e per le gambe sia prima che dopo la corsa.

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Allenamento: bastano 20 minuti al giorno

Si muore di più per sedentarietà che per obesità. Ma con appena 20 minuti al giorno di attività fisica si possono prevenire problemi cardiovascolari e, quindi il rischio di morire prematuramente. Sono queste le conclusioni di un recente studio inglese della Cambridge University, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Gli scienziati hanno osservato per dodici anni gli effetti dell’obesità e della presenza o meno di esercizio su un campione di 334.161 uomini e donne europei, nell’ambito dell’Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition Study), uno dei più imponenti studi internazionali su alimentazione e salute. Da questa lunga analisi è emerso che le persone che si impegnano in anche piccoli esercizi giornalieri, equivalenti a circa 20 minuti di camminata, presentano dal 16% al 30% di possibilità in meno di morire prematuramente rispetto ai soggetti inattivi. Nonostante questo particolare aspetto benefico dell’esercizio fisico sia maggiori e più evidente tra le persone di peso normale, la ricerca ha dimostrato come anche chi ha un alto indice di massa corporea può guadagnarne sensibilmente. Una grande differenza è stata evidenziata, infatti, confrontando i gruppi di persone moderatamente attivi con quelli completamente sedentari. Del resto, sempre secondo lo studio, è emerso come dei 9,2 milioni di morti in Europa nel 2008 ‘solo’ 337 mila si possono attribuire all’obesità, mentre sono ben 676 mila i decessi a causa di problemi legati alla sedentarietà. Circa il doppio, quindi. Il professor Ulf Ekelund, ledear dello studio e membro del Medical Research Council (MRC) alla Cambridge University, ha affermato: “Si tratta di un messaggio molto semplice: è sufficiente una modesta quantità di attività fisica ogni giorno per avere sostanziali benefici per le persone fisicamente inattive”. Ma ha voluto comunque sottolineare che “anche se abbiamo dimostrato che appena 20 minuti possono fare la differenza, dovremmo comunque impegnarci a fare di più. L’attività fisica produce davvero molti vantaggi e dovrebbe essere parte integrante della nostra quotidianità”.

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Dieci cibi che fanno dimagrire

Sono gli alimenti ideali per chi si mette a dieta. Parliamo dei cibi che richiedono per essere digeriti più calorie di quante ne forniscano. Sono dieci: mela, papaya, cetrioli, asparagi, sedano, cavolfiore, pomodori, peperoncino, carne bianca e caffè. E vengono definiti a calorie negative essendo i più adatti per i regimi dietetici ipocalorici. La classificazione è stata messa a punto dalla nutrizionista Daisy Connor per il Daily Mail. Il sedano è composto per la maggio parte di acqua. Il sedano, per esempio, ha appena 16 calorie per 100 grammi ed è composto per il 75 per cento da acqua e per il restante 25 per cento da fibre. L’alto contenuto di acqua fa sì che si brucino più calorie mangiandolo di quante ne contenga. Il cavolfiore, 25 calorie per 100 grammi, ha un alto contenuto di vitamina C. Mangiarlo crudo o leggermente al vapore in modo che rimanga croccante, porta a masticare di più, dando al corpo sensazione di pienezza. Poi ci sono le mele (ogni 100 grammi appena 52 calorie), ma esclusivamente quelle verdi: aiutano a sentirsi pieni a lungo e sono ricche di fibre che aiutano a tenere basso l’indice glicemico. Sono numerosi i benefici effetti della papaya. Nella ‘top- ten’ anche la papaya, 42 calorie ogni 100 grammi, ricca di vitamina C, di antiossidanti che fanno bene alle ossa e il cui contenuto di fibre aiuta anche contro la stitichezza. Il cetriolo (16 calorie per 100 grammi) è composto quasi interamente da acqua e con alto contenuto di vitamina C, riduce i livelli di infiammazione nel corpo e contiene acido caffeico, che previene la ritenzione idrica. E che dire degli asparagi (20 calorie per 100 grammi) che hanno proprietà diuretiche e aiutano a eliminare le tossine? I pomodori (18 calorie per 100 grammi), soprattutto cotti, sono molto benefici contro gli alti livelli di colesterolo e l’ipertensione. Il peperoncino: un toccasana per la salute. I peperoncini (40 calorie ogni 100 grammi) contengono capsaicina , che induce il corpo a bruciare più calorie immediatamente dopo averli mangiati. Anche la carne bianca (di pollo 172 calorie per 100 grammi, di tacchino 144 calorie ogni 100 grammi), ottima fonte di proteine, rende il lavoro più duro al sistema digestivo. Chiudiamo con il caffè (una tazza contiene 2 calorie a patto che non si aggiunga zucchero o altro): se è troppo può far male al cuore ma in dosi corrette stimola l’organismo a bruciare grassi.

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Lenti a contatto, le 7 cose che bisogna sapere

Le 7 regole per scegliere le lenti a contatto

Facili da reperire, pratiche da indossare e capaci di far dimenticare, in pochi gesti, gli occhiali. Le lenti a contatto sono una comodità a cui sempre più persone ricorrono per correggere difetti della vista: si stima che 120 milioni di persone nel mondo ne facciano uso. Tuttavia, non si tratta di una pratica immune da rischi, spesso poco conosciuti o sottovalutati. Ci sono informazioni che tutti i portatori di lenti a contatto dovrebbero conoscere e indicazioni precise da seguire. «Molte persone iniziano a mettere le lenti a contatto senza fare visite oculistiche o esami specifici preliminari, magari acquistando quelle giornaliere su internet o nei negozi di ottica – dice Alberto Bellone, oculista di Torino specializzato in chirurgia refrattiva e terapia conservativa del cheratocono (microchirurgia oculare) -. La prima cosa da fare è sottoporsi a una visita di controllo preliminare da un oculista, per verificare di avere le caratteristiche giuste per …

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Ipertensione, colesterolo e diabete: per ridurli meglio correre o camminare?

Secondo uno studio condotto dal professor Paul T. Williams del Lawrence Berkeley National Laboratory, e pubblicato dall’American Heart Association, a parità di consumo energetico non ci sarebbero sostanziali differenze tra un’attività intensa come il running e una di moderata intensità come la camminata negli effetti di riduzione del rischio di ipertensione, colesterolo e diabete. Il professor Williams ha infatti confrontato i dati del National Runners’ and Walkers’ Health Study con le evidenze mediche sulle patologie in oggetto, ed è giunto alla conclusione che entrambe le attività, seppur a diversi livelli di intensità, riducono sensibilmente il rischio di ipertensione, colesterolo e diabete. Nel dettaglio, la percentuale di riduzione del rischio è la seguente: Running Ipertensione: – 4,2% Colesterolo: – 4,3% Diabete: – 12,1% Walking Ipertensione: – 7,2% Colesterolo: – 7% Diabete: – 12,3%

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I love Seychelles

seychelles

“I Love Seychelles”. Dietro questa apparente dichiarazione d’amore si nasconde il nuovo claim della campagna promozionale lanciata dal Seychelles Tourism Board per suscitare appeal tra i mercati internazionali, con l’intento di dare visibilità alla meta e promuovere l’imprenditoria locale. La presentazione ufficiale è avvenuta nei giorni scorsi tra Roma e Milano, con due incontri a tema presenziati dal CEO del S.T.B. Sherin Naiken. Nel corso della conferenza ha espresso con orgoglio i traguardi raggiunti, mettendo in evidenza i punti salienti del programma: “Dopo aver affrontato un periodo di impegnative sfide sui mercati europei, derivanti dall’assenza di voli regolari diretti dalle principali capitali, a eccezione del volo Condor Airlines dalla Germania, le Seychelles si riaffacciano sulla ribalta promozionale con una campagna che prevede piattaforme di social network, concorsi, gare fotografiche e video ‘virali’ per rivitalizzare l’immagine di una meta che basa la sua forza attrattiva sull’ospitalità della gente, sulla cucina e …

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Il trattamento per un viso più rilassato, il“No-stress lift”

trattamento antistress

Messo a punto dal medico estetico torinese Patrizia Piersini, è un insieme di trattamenti per eliminare  l’aria stanca e preoccupata in modo soft e con risultati naturali   Più che ringiovanire, avere un’aria più fresca e riposata. È la richiesta più frequente da parte dei pazienti in questo periodo, tanto che un medico estetico di Torino, Patrizia Piersini, ha messo a punto una sinergia di trattamenti per cancellare l’espressione stanca, il “No-stress lift”. «Sono sempre di più i pazienti che negli ultimi tempi mi chiedono soluzioni non tanto per sembrare più giovani, quanto per apparire meno stanchi in modo naturale – afferma Piersini -. Ci sono elementi che accentuano questa impressione, in particolare le rughe verticali del volto, ma anche le occhiaie, la linea mandibolare non più definita e le cosiddette rughe della marionetta, ossia quelle che si formano agli angoli delle labbra dando un aspetto triste e arrabbiato». Una …

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Stability training per addominali da copertina

Sanihelp.it - Se non sei tra i fortunati che, grazie alla predisposizione genetica, riescono facilmente ad ottenere un addome scolpito, dovrai lavorare sodo per mettere in evidenza il tuo "six pack". Svolgendo un allenamento mirato, come quello che ti suggeriamo di seguito, con costanza e determinazione - a cui affiancare un programma alimentare sano e bilanciato - potrai riuscire a costruire un tronco tonico e snello, non solo bello da vedere, ma anche più funzionale al movimento. «Gli addominali fanno parte di una importante struttura muscolare più complessa che comprende i muscoli bassi della schiena, i flessori dell'anca (quelli che ti premettono di sollevare le gambe), gli estensori dell'anca (glutei e bicipiti femorali), i gran dorsali, gli erettori spinali e gli stabilizzatori pelvici» spiega Gianluca Spinelli, personal trainer di Milano. «Il ruolo di questi muscoli è quello di stabilizzare la parte superiore del corpo, ma anche di proteggere la colonna vertebrale mentre altri muscoli sono sottoposti ad uno sforzo. É dunque fondamentale che siano ben allenati per la salvaguardia del proprio benessere fisico». «Per fare la differenza in termini di risultato finale, oltre ai grandi classici (vedi crunch ecc.)» continua il trainer «diventa utile inserire alcuni esercizi di stability, perfetti per sviluppare la forza e l'ipertrofia del core». Di seguito vi forniamo qualche esempio: - Stability: parliamo di esercizi che richiedono di stabilizzare i muscoli del core (la regione della muscolatura che circonda l'addome e la pelvi) per un periodo di tempo stabilito. Possono essere eseguiti a corpo libero, oppure con l'ausilio di tavole propriocettive. Semplice ma di grande effetto è l'isometric side plank, che si esegue partendo dalla posizione distesa sul fianco, poggiando sul pavimento il gomito e sollevandosi da terra lateralmente. Il peso grava sull'avambraccio che deve rimanere perfettamente in linea con la spalla. L'altro braccio rimane disteso lungo il corpo, o con la mano che poggia al fianco. Si devono contrarre addominali e glutei per mantenere la posizione. É necessario eseguire più serie, con recupero di 30». - Dinamic stability: questa volta, mentre i muscoli del core sono sottoposti a contrazione isomentrica, altri muscoli sono in movimento. Si tratta dunque di un lavoro più dinamico rispetto al precedente. Tra gli esercizi più efficaci c'è il dead bug, che si esegue dopo aver assunto la seguente posizione di partenza: sdraiati a terra supini, con le braccia tese verso il soffitto, le gambe sollevate dal pavimento, a formare un angolo di 90 gradi, ginocchia piegate. Con la schiena aderente al pavimento, contrarre gli addominali per mantenere la posizione. Abbassare quindi il tallone destro verso terra lentamente, stendendo la gamba, e mantenendo il ginocchio opposto piegato. Ritornare alla posizione di partenza, e poi eseguire lo stesso movimento con l'altra gamba. Eseguire 10 ripetizioni con entrambi gli arti, alternandoli. Controllare bene il movimento, mantenendo una velocità costante e facendo attenzione a non staccare la schiena dal pavimento, facendo forza sugli addominali.

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Lo yoga, un alleato per la salute del cuore

Sanihelp.it - La pratica dello yoga va ben oltre il mero corpo. La stessa parola yoga significa »unione» e il suo scopo finale, se si vanno ad analizzare le scritture sulle quali questa scienza si fonda, è proprio quello dell'unione estatica con il Sé superiore, chiamato in modo diverso nelle differenti culture e religioni. Ma si sa anche che ogni disciplina è figlia del suo tempo, e che molti si rivolgono allo yoga allo scopo di migliorare la salute e di stare bene dal punto di vista fisico. E se gli insegnanti parlano da decenni degli innumerevoli benefici fisici dello yoga, ora sembra che anche la scienza e, in particolare, la medicina stia arrivando a riconoscere questa serie di elementi come qualcosa di corrispondente alla realtà. Uno studio pubblicato sull'European Journal of Preventive Cardiology ha dimostrato come la pratica dello yoga possa avere i medesimi effetti nella riduzione delle problematiche cardiovascolari che si possono riscontrare per altre forme di esercizio, come la camminata veloce o l'utilizzo della bicicletta. E sembra che lo studio lo abbia evidenziato sia per coloro che già si trovavano in uno stato di salute buono, sia per quelle persone che, invece, risultavano avere rischi a livello cardiovascolare. I partecipanti alla ricerca sono stati in tutto 2800 e ad alcuni di essi è stato richiesto di fare dell'esercizio moderato, ad altri di praticare lo yoga, mentre al terzo gruppo si è richiesto di non modificare in alcun modo il proprio stile di vita. I risultati sono stati molto positivi ed hanno visto le prime modifiche già a partire dalla terza settimana di pratica, anche se la maggior parte degli effetti positivi si è avuta a partire dalla dodicesima settimana di pratica costante. Come accade per molte scoperte e ricerche che vedono il coinvolgimento della scienza e, in questo caso, della medicina, saranno necessari altri studi successivi, ma i ricercatori sono rimasti positivamente impressionati in relazione ai risultati dello studio, in quanto lo yoga è una disciplina alla portata di tutti ed è davvero economica, quindi è anche facilmente avvicinabile. E quali possono essere le pratiche yogiche in grado di aiutare a mantenere giovane il cuore? Uno fra tutti è il Saluto Al Sole, una serie di dodici asana, cioè di posizioni, che se eseguita in modo dinamico consente di aumentare il battito cardiaco e di stimolare l'apparato respiratorio rendendo cuore e polmoni più forti e maggiormente in grado di sopportare gli sforzi.

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Hai passato i 30? Ecco l’allenamento che fa per te

L’attività fisica è fondamentale per il nostro benessere generale, e ancora di più una volta giunti ai cosiddetti “enta”. Man mano che avanzano gli anni, infatti, il nostro organismo cambia, e il metabolismo non fa eccezione. Se non teniamo la situazione sotto controllo, di conseguenza la nostra massa muscolare cala e il grasso si accumula. Il modo migliore per evitare questo spiacevole scenario è svolgere un bel mix di esercizi, tra cui non possono mancare il cardio e i circuiti. Queste attività, per fortuna, sono tutt’altro che noiose: fatte insieme ad un gruppo d’allenamento guidato da un trainer, forniscono l’occasione perfetta per restare in forma e allo stesso tempo rimanere motivati e socializzare. Se tuttavia l’idea di allenarvi in compagnia non vi va a genio, ricorrete a un semplice materassino per esercizi, qualche tutorial online e fate da voi. Ricordate di concentrare l’attenzione su tutti i vari muscoli del corpo: flessioni per il petto, braccia e spalle, addominali e squat per lo stomaco, sedere e gambe. Aggiungete qualche plank, un po’ di cyclette e del sanissimo jogging, e non rischierete certo di annoiarvi. Basta meno di un’ora al giorno, 4 giorni alla settimana, e vi sembrerà che il passare del tempo non abbia alcun potere sul vostro corpo sempre in linea! Infine, non dimenticate di evitare l’autobus e la macchina ogni volta che potete. Camminare fa benissimo ai muscoli e stimola la circolazione.

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In forma come Milly Carlucci in dieci mosse

Milly Carlucci. Ha compiuto 60 anni lo scorso primo ottobre. Ma sfoggia una forma invidiabile. E, come ha spiegato a Le invasioni barbariche Milly Carlucci, il suo segreto è la sua alimentazione. Non si tratta di una vera e propria dieta. Ma di un regime alimentare. Elaborato, come si legge sul blog della conduttrice di Ballando con le stelle, dalla dottoressa Farnetti, ha lo scopo di correggere abitudini alimentari sbagliate. E nel frattempo «asciuga». Basta seguire dieci regole. 1. A TAVOLA 3 VOLTE AL GIORNO Sono tre i pasti da fare durante la giornata: colazione, pranzo e cena. Le olive sono uno spuntino perfetto. 2. OLIVE COME SPUNTINO Niente panico però se a metà mattina o metà pomeriggio avete voglia di uno spuntino. Optate però per sette olive, dieci mandorle o 25 grammi di cioccolato extrafondente. 3. PROTEINE A PRANZO, CARBOIDRATI A CENA Milly consiglia di prediligere a pranzo le proteine. Carne e pesce tengono più svegli. A cena invece semaforo verde alla pasta: i carboidrati favoriscono il sonno. 4. NON ESAGERARE CON GLI ZUCCHERI Ci sono cibi come pane, pasta, pizza e legumi che contengono zuccheri. Questi piatti non sono banditi. Ma per mantenere la glicemia nella norma e rispettare il pancreas, l’organo che produce l’insulina (ormone che fa ingrassare), è meglio consumare solo uno di questi alimenti durante un pasto. La verdura contiene antiossidanti. 5. TANTA VERDURA CRUDA Sul suo blog Milly, dopo aver consigliato di evitare alimenti fuori stagione, promuove il consumo di verdura cruda: «Aiuta i reni a funzionare bene e a eliminare le tossine. Inoltre fornisce antiossidanti che combattono i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento delle cellule, e aiutano a contrastare certe malattie croniche», scrive. E se non vi piace l’insalata nessun problema. Potete optare per finocchio, cetriolo e carote. 6. NON ECCEDERE CON LA FRUTTA Non bisogna invece eccedere con la frutta. «È ricca di zuccheri e dunque non aiuta a dimagrire», spiega Milly. 7. OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA A PIACERE Semaforo verde per l’olio extravergine di oliva che può essere anche scaldato per mantecare la pasta in padella. Meglio evitare i grassi animali come il burro, «perchè rallentano il lavoro del fegato». Il vino rosso è concesso. Però solo mezzo bicchiere a pasto. 8. MEZZO BICCHIERE DI VINO ROSSO Per chi non può farne a meno il vino rosso non è bandito. Basta berne mezzo bicchiere a pasto. 9. FRITTO UNA VOLTA A SETTIMANA Le note dolenti arrivano se siete appassionate del fritto: è concesso solo una volta a settimana. A patto che si utilizzi l’olio extravergine d’oliva e non si bruci ciò che friggete. 10. CAFFÈ LEGGERMENTE ZUCCHERATO A colazione è meglio il tè che contiene polifenoli e sostanze antiossidanti, antitumorali e antietà. Molti però non lo tollerano a livello gastrico. Inoltre può essere astringente per l’intestino. In questo caso meglio optare per una tisana con depurativi o stimolanti o digestivi. A base di zenzero (che è un detossificante del fegato e del corpo oltre che essere digestivo e antitumorale), finocchio, curcuma, karkade. Perchè il latte di soia ha un’altra funzione: fornisce proteine, lipidi, minerali, ma anche fitati. Che riducono l’assorbimento di calcio e zinco, essenziali per le ossa e il sistema immunitario. E se proprio non potete fare a meno del caffè ricordate che deve essere solo leggermente zuccherato.

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I consigli per le passeggiate a cavallo nella neve

La distesa bianca, immacolata. L’aria tersa e pungente. Il cielo limpido. Andare a cavallo in inverno, anche con trekking lunghi se non di più giorni, non è un sogno impossibile: con alcuni buoni consigli e i giusti accorgimenti è possibile montare in sella e affrontare escursioni in tutta sicurezza per sé e il nostro amico quadrupede. Come spiega Paolo Fabrello, guida equituristica e presidente ASD Horse Valley. Quali precauzioni prendere contro il freddo per proteggere il cavallo in inverno? Il cavallo è un animale che non soffre il freddo, semmai il caldo. Si protegge da sé con una crescita del pelo che gli fa da coperta. Cambia qualcosa nell’alimentazione? Occorre naturalmente dargli più proteine, quindi mangime. Per il resto si segue la dieta normale di tutto l’anno. E’ meglio alimentarli e farli bere prima o dopo le uscite invernali? In genere gli si dà da mangiare prima. L’importante è farli bere durante le soste, una cosa che il cavallo cerca sempre. Nelle passeggiate invernali con terreni ghiacciati o nella neve occorre predisporre un’attrezzatura particolare? L’unica cosa è montare dei ferri con ramponi per impedirgli di scivolare, in particolare sui terreni duri e innevati. E’ opportuno coprire il cavallo in caso di sosta prolungata? Sicuramente è sempre meglio avere con sé una coperta per proteggergli la schiena ed evitare che il sudore si ghiacci. Questo nel caso di soste durante le uscite. Una volta giunti a destinazione è necessario asciugare bene l’animale e coprirlo con una coperta. E per quanto riguarda il cavaliere? Anche in questo caso abbigliamento comodo e caldo, guanti e cappello fondamentali, come pure una mantella in caso di pioggia o nevicata. Data la differenza di temperature tra le ore centrali del giorno e il resto, è preferibile uscire solo nelle ore più calde? Assolutamente no, anzi. Per il cavallo non fa alcuna differenza, si effettuano anche passeggiate notturne sulla neve, specie con la luna piena. Quali sono le regole da rispettare in strada? Sulle strade il cavallo è un veicolo come un altro e le regole sono fissate dal codice della strada e dalla buona convivenza. Bisogna stare in fila, percorrere la strada con prudenza, tenere la destra, segnalare con le braccia i cambi di direzione e gli spostamenti di corsia ma soprattutto seguire il passo dell’istruttore. Quando succede un incidente chi dobbiamo chiamare? È importante portarsi sempre all’interno di una bisaccia un kit d’emergenza per sé e il cavallo. Se l’incidente fosse più grave del previsto è fondamentale avere un riferimento telefonico del maneggio. Dove possiamo far dormire i cavalli durante la notte nel caso di trekking di più giorni? Questo è un capitolo che spesso spaventa i gestori di strutture turistiche: magari accoglierebbero volentieri le comitive di cavalieri, ma pensano che alloggiare i cavalli sia un’impresa complicata e costosa. Non è assolutamente vero: i ricoveri destinati ai nostri compagni di viaggio vanno dal semplice recinto, nel quale di solito si trovano benissimo, alla posta e fino al box, che è in effetti la soluzione più costosa, ma non necessariamente l’unica percorribile. Tuttavia, non bisogna dimenticare due requisiti fondamentali: ogni tipo di alloggio per i cavalli deve essere localizzato vicino ad acqua abbondante; e se si trova a una certa distanza dal punto dove le comitive arriveranno a fine giornata, qui deve comunque essere disponibile una staccionata come quelle già descritte per dissellare i cavalli, spugnarli e steccarli prima di condurli a cena e a nanna. Itinerari e mete particolarmente affascinanti per trekking invernali? C’è solo l’imbarazzo della scelta, specie sull’arco alpino: da San Genesio, sopra Bolzano, all’altipiano di Folgaria, da Cavalese a Dobbiaco ci sono percorsi stupendi che meritano di esser conosciuti.

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Yoga: tutti i benefici

Se non siete amanti della palestra né degli allenamenti pesanti, lo yoga può essere lo «sport» che fa per voi. Secondo una nuova ricerca, infatti, pur essendo molto meno dinamico di altre attività – come per esempio la cyclette o la bicicletta – lo yoga ha lo stesso impatto positivo sulla salute del cuore. Tra i benefici di questa antichissima tecnica di stretching e rilassamento, vi sono non solo la perdita del peso in eccesso, ma anche l’abbassamento del livello di colesterolo e della pressione sanguigna. «Lo yoga contribuisce ad abbassare il rischio delle malattie legate al cuore esattamente come uno sport più dinamico, come andare in bici o camminare a passo veloce», ha spiegato Myriam Hunink, ricercatrice presso l’Erasmus University olandese e la Harvard University negli USA. «Questi risultati sono molto importanti perché tantissime persone non possono svolgere un’attività fisica intensa, oppure preferiscono qualcosa di più leggero e rilassante, allo stesso tempo tenendo alta la salute generale e abbassando il rischio di malattie cardiovascolari». La Hunink tiene inoltre a sottolineare che, grazie alle sue straordinarie proprietà antistress, lo yoga è in grado di migliorare la qualità della vita più di ogni altra forma di attività aerobica. Attualmente, solo nel Regno Unito, le malattie coronarie sono il killer più spietato, per mano del quale si contano oltre 70mila arresti cardiaci all’anno. Il fumo, il colesterolo, l’ipertensione, l’obesità e uno stile di vita sedentario sono tra le cause più comuni della malattia.

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Velocizza il metabolismo

Sanihelp.it - Stimolare il buon funzionamento del metabolismo è necessario non solo allo scopo di mantenere un peso corporeo che si adatti alla propria figura, ma anche perché esso ci aiuta ad avere molte più energie e anche ad assimilare in modo corretto i nutrienti presenti nel cibo. Un metabolismo lento non solo ci porterà ad ingrassare in modo inesorabile, ma anche a soffrire di letargia, di mancanza di vitalità e ad avere problemi digestivi. Lo yoga può davvero aiutare i propri praticanti a raggiungere un livello nel quale il metabolismo, grazie al costante riequilibrio nel funzionamento degli organi interni, lavora in modo giusto. Infatti, nonostante si possa pensare che le asana, cioè le posizioni dello yoga, servano solo a rendere il corpo più flessibile, più bello e più tonico, esse lavorano molto in profondità, giungendo sino agli organi interni. Si andranno, così, a stimolare le ghiandole che dosano gli ormoni all'interno del nostro corpo, come la tiroide, l'ipofisi e le ghiandole surrenali. Il risultato sarà un corpo più forte, dal giusto peso e anche più resistente agli agenti esterni. Ma quali sono le posizioni migliori per arrivare a stimolare il metabolismo? Sicuramente una grande spinta al buon funzionamento dell'organismo può essere data dalla pratica costante del Saluto al Sole, una serie di dodici posizioni in grado di aumentare il battito cardiaco, di stimolare l'apparato cardiocircolatorio e respiratorio e capace di riscaldare tutto il corpo molto velocemente. Le posizioni invertite, a partire dalla semplice Setu Bandhasana (nella sua forma più facile), sino a Sarvangasana (la posizione di Tutto il corpo Sostenuto) e Halasana (la posizione dell'aratro), andranno a portare il sangue verso la parte superiore del corpo e, quindi, a stimolare la tiroide e l'ipofisi. Le asana come Bhujangasana (la posizione del Cobra) e Dhanurasana (la posizione dell'Arco) vanno ad aprire la parte anteriore del corpo, a stimolare Agni, il fuoco digestivo e anche a massaggiare le ghiandole surrenali. Infine, le torsioni come Ardha Matsyendrasana (posizione di Mezza Torsione del Signore dei Pesci) o Bharadvajasana (Torsione di Bharadvaja) vanno a stimolare tutto l'apparato digerente consentendo un'assimilazione corretta dei nutrienti e anche un corretto funzionamento generale del metabolismo. Tutte queste asana, che dovranno sempre essere approcciate mediante l'aiuto di un insegnante, potranno essere integrate nella pratica quotidiana per rendere il proprio fisico più snello, efficiente e e scattante, giorno dopo giorno.

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Energy drink e prestazioni sportive: tutta la verità

Le bevande energetiche contenenti caffeina possono incrementare le prestazioni degli sportivi, dando loro energia, ma aumentano poi insonnia, nervosismo ed eccitazione. Questi i risultati di una ricerca condotta per 4 anni dal Laboratorio de Fisiología del Ejercicio dell'università Camilo José Cela (Madrid) sulla scorta della crescente diffusione di queste bevande tra gli sportivi: secondo quanto riportano gli autori dello studio, oltre il 50% degli sportivi le usano negli allenamenti e/o in gara. Gli studiosi hanno seguito 90 atleti (53 maschi e 37 femmine) di alto livello e diverse discipline (calcio, pallacanestro, rugby, pallavolo, tennis, nuoto, hockey e alpinismo), abituati a consumare poca caffeina, per scoprire l'effetto di 3 lattine di energy drink o di una bevanda placebo prima di un impegno sportivo. I ricercatori hanno usato dispositivi GPS per stabilire la resa su distanza e velocità negli sport di squadra, e dinamometri e potenziometri par misurare il rendimento muscolare nelle altre discipline. Nel complesso, hanno rilevato un aumento del 3-7% di prestazioni e resistenza nei consumatori di energy drink. Nello specifico, salti migliori per i giocatori di pallacanestro, più forza e precisione nel colpo dei pallavolisti, miglior punteggio per i tennisti. I nuotatori sono stati più rapidi, gli alpinisti hanno mostrato maggior forza e potenza muscolare. Risultati simili anche negli sport di squadra. Il rovescio della medaglia sono stati i tipici effetti collaterali della caffeina (insonnia, nervosismo, eccitazione), la cui concentrazione in queste bevande è di 32 mg/100 ml: sono 80 mg, nelle lattine da 250 ml, e con tenori variabili da una marca all'altra. Non è la prima volta che alle bevande energizzanti vengono riconosciuti effetti positivi e reazioni negative da non sottovalutare (vedi anche le bevande energizzanti sono efficaci?). È intervenuta più volte sull'argomento anche l'Organizzazione mondiale della sanità, che in un recente studio propone di limitare i dosaggi di caffeina, regolamentando la pubblicità e la vendita a bambini e adolescenti, sui quali gli effetti sono peggiori. Curiosità al microscopio

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Come spalare la neve (senza finire con il mal di schiena)

No, non ridete: dalle statistiche del Nationwide Children’s Hospital risulta che negli Stati Uniti, dal 1990 al 2006, 1647 persone sono morte mentre spalavano la neve (lo riporta un articolo della BBC). Le cause? La combinazione di sforzo isometrico intenso e freddo pungente che provoca vasocostrizione periferica in mani, gambe, e piedi, centralizzando il sangue verso il cuore e aumentando così la pressione arteriosa. Quindi: spalare la neve può essere un’attività rischiosa, fosse anche solo per il mal di schiena o altro genere di infortuni traumatici. Quindi se dalle vostre parti la neve è già caduta copiosa, e vi tocca sgomberare il vialetto di casa, prima di impugnare la pala leggete questi due consigli per ridurre al minimo i rischi. Scegliete una pala su misura Provatela impugnandola in negozio: il manico deve arrivare all’altezza della cintura dei pantaloni. Se è più alto, allungandosi la leva farete più fatica; se è più basso vi costringerà a una posizione scomoda, soprattutto per la schiena. Non spalate, spingete Stare a gambe dritte e lavorare solo di braccia e schiena è il modo più veloce di finire a letto bloccati dal mal di schiena. Nel dubbio: piegate le gambe, come se doveste fare uno squat, e poi spingete come farebbe un rugbista tenendo la schiena dritta. Se poi la neve è davvero alta, partite dalla stessa posizione e tenendo i muscoli della schiena ben contratti usate le gambe per sollevare e spingere via il manto bianco. Credits: FlickrCC Michaela – KiiKoncepts

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Ecco di quante ore di sonno avete veramente bisogno

Poche cose sono meglio del dormire. E, casi estremi di insonnia a parte, un terzo della vita la trascorriamo proprio nel sonno. Non è un caso che tra le nostre ricorrente lamentele c’è quella di non dormire abbastanza causa scuola e, poi, lavoro. Un deficit che spesso recuperiamo, come ghiri, nel week end.D’altronde il sonno, insieme al cibo, all’acqua e all’ossigeno è fonte di sopravvivenza primaria per l’essere umano. È infatti appurato che i disturbi notturni espongano a un maggior rischio di obesità, diabete e malattie cardiache, con la conseguenze riduzione dell’aspettativa di vita.Da sempre si discute sul minimo di ore necessarie da trascorrere sotto le lenzuola: sei, sette od otto? Non si è mai capito. Ora il quesito esistenziale ha la sua risposta. La National Sleep Foundation – ente di ricerca statunitense – ha condotto un’approfondita ricerca per fasce d’età: un team di 18 specialisti ha lavorato per due anni arrivando dunque a stilare il grafico di riferimento “age-to-age”.Fino ai 17 anni c’è più bisogno di dormire di quanto si pensasse. Andando a ripercorrere la tabella - prendete nota - un neonato fino a 3 mesi necessita tra le 14 e le 17 ore di sonno, mentre dai 4 a 11 dalle 12 alle 15 ore. I bimbi di 1-2 anni devono riposare almeno 11 ore (massimo 14), mentre in età prescolare (3-5 anni) il sonno raccomandato è tra le 10 e le 13 ore. Salendo, il range della scuola primaria e secondaria (6-13 anni) oscilla tra 10 e 11. Agli adolescenti dai 14 ai 17 anni bastano 8 ore (non più di 10). Ed eccoci alla fascia adulta: da quando si compiono 18 anni a quando si entra nella terza età (65 anni) vengono consigliate 7-9 ore. Agli over 65, invece, è prescritto un riposto massimo di 8 ore.

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5 consigli per correre con la neve

Lo sappiamo: per continuare a correre in inverno ci vogliono le giuste motivazioni e il giusto abbigliamento. Se poi al freddo e al buio si aggiunge anche la neve, allora vale la pena di ribadire qualche consiglio pratico. Non forzare Rispetto ad altri periodi dell’anno, correre durante la stagione fredda esaurisce molto più velocemente le riserve energetiche. L’obiettivo è allora mantenere l’allenamento, senza spingersi troppo oltre i limiti – e per riequilibrare le energie, porta con te acqua e un paio di barrette energetiche. Proteggiti dal vento Soprattutto se forte, il vento può aggredire la pelle del viso: proteggilo spalmando della vaselina o una crema simile, e prendi in considerazione la possibilità di indossare occhiali per evitare irritazioni o danni agli occhi. Non invadere lo spazio altrui È imprudente correre sulle piste dedicate ad altri sport invernali: chi va in slitta o sugli sci si muove molto più velocemente di un corridore e non si aspetta di trovarne uno sul tracciato. Sconsigliati anche i sentieri per le ciaspole, poiché la neve non è compatta e ti ritroveresti immerso fino alle ginocchia. Presta attenzione al tipo di neve A seconda della temperatura e del tempo trascorso dall’ultima nevicata, il medesimo percorso può presentare diverse condizioni: ciò che il giorno prima era un’agevole distesa di neve soffice, quello successivo può diventare un’insidiosa lastra di ghiaccio. Mai sottovalutare i cambiamenti meteorologici. Subito al caldo Una volta terminata la corsa non restare all’aperto, tentazione che può essere forte se sei in compagnia e vuoi scambiare quattro chiacchiere: sudore e freddo non vanno d’accordo. Meglio farsi il prima possibile una doccia e indossare abiti asciutti. Credits: Guy Mayer/Flickr

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E’ boom di cosmesi vegana, piace a vip e attrici

Sanihelp.it - Vegetarianismo e veganismo sono trend in costante ascesa in USA e conseguentemente anche in Europa. Un anno fa il New York Mag affermava che il 2014 sarebbe stato l'anno del vegan su entrambe le sponde dell'Atlantico e non si sbagliava. Il 5per cento degli americani si dichiara infatti vegetariano e la metà di questi ha abbracciato la filosofia vegan. Anche in Italia i dati di crescita sono stupefacenti: la popolazione dei vegani cresce a un tasso del 10-15per cento annuo e sono già tra i 400 e i 700mila i vegani italiani. Vip del calibro di Jay Z e Beyoncé e opinion leader come Al Gore hanno in varia misura già sposato questo lifestyle, ma la lista di personaggi famosi vegani è lunga. Le ragioni che spingono verso questo tipo di stile di vita vanno dalla salute all'etica. I vegani etici sono coloro che scelgono il veganismo nella vita quotidiana, andando al di là della dieta alimentare. Questa nuova categoria di consumatori consapevoli ed esigenti ricerca anche prodotti per la cura della persona che rispettino animali e ambiente. Scegliere cosmetici vegani non significa solo rifiutare ogni tipo di test e sfruttamento degli animali, ma implica anche ricercare prodotti privi di qualsiasi ingrediente testato o di derivazione animale. Il make-up vegano nasce nel 2008 a Hollywood e regala alle donne un prodotto eco-friendly (con contenitori riciclabili e inchiostro biodegradabile), privo di talco e parabeni, cruelty free (certificazione PETA su ingredienti, formulazione e prodotto finito), senza glutine, senza pigmenti irritanti, senza coloranti sintetici e senza petrolati. I prodotti non sono comedogenici e vantano una formulazione antiage con acido ialuronico e vitamine. Un esempio di beauty case vegano? Ecco le proposte di Emani, brand utilizzato da molti make up artist e star di Hollywood. Quattro prodotti must have per una cosmesi green: HD Bamboo Setting Powder (un finish ad alta definizione, che controlla la lucidità e regala un colorito uniforme, 59,00 euro), Mascara organico alla soia (con proteine della soia e olio di jojoba, rinforza allunga e definisce le ciglia, 38,00 euro), Lip Gloss (11 tonalità per labbra idratate e impeccabili a lungo, 30,00 euro), Hydra Wear 12H Fondo Liquido (un fondo a base di acido ialuronico e olio di jojoba organico dalla texture setosa e a lunga durata, 56,00 euro). Si acquistano nei saloni di acconciatura e bellezza. Celebrities come Kristin Davis (Sex and the City), Madelein Stowe (La figlia del generale, We were soldiers, Revenge) e Nia Vardalos (Il mio grosso grasso materimonio greco) ne sono rimaste conquistate.

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Fitness e palestra: basta scuse!

Iniziamo dal nostro corpo e staremo bene anche con la testa. A tanti può sembrare solo una frase fatta, ma chi ha provato in prima persona sa bene che è tanto banale quanto vera. E con la fine di un altro anno, non c’è momento migliore di questo per metterla in pratica. Da dove cominciare? Ovviamente dall’attività fisica, neutralizzando tutte le scuse più comuni. Non avere tempo Sfortunatamente per i più pigri, trovarlo non è più un problema, in quando esistono mini-programmi giornalieri della durata di appena 5 minuti a seduta. Questa scusa è dunque la prima ed essere, come dire, esaurita. Del resto, cosa sono anche 20 minuti di allenamento al giorno paragonati a tutto il tempo che quotidianamente passiamo davanti alla TV, al PC, al cellulare o in giro ad oziare con gli amici? Sacrificate alcuni di questi momenti e dedicateli al vostro corpo: nel giro di pochissimo tempo sarete enormemente ricompensati. Non avere l’attrezzatura La seconda scusa in ordine di apparizione. Anch’essa, tuttavia, è ben presto smontata. A meno che non vogliate fare qualcosa di specifico, per esempio scalare una montagna ghiacciata o il salto degli ostacoli a cavallo, non vi serve granché in fatto di attrezzatura. Basta una maglietta e dei pantaloncini per correre sul tapis roulant o sollevare pesi in palestra. E a seconda del clima, qualche strato in più se decidiamo di fare jogging all’aperto. Non sono in forma Questa, più che una scusa, è la ragione numero uno per cominciare un programma di training. È vero che per tanti di noi, la linea presenta un ostacolo non solo fisico, ma anche psicologico; eppure con un po’ di pazienza e, soprattutto, di buona volontà, possiamo fare tanto per risolvere il problema su entrambi i fronti. Iniziamo con una salutare camminata a passo veloce, e approfittiamo di tutte le situazioni che, giorno dopo giorno, si presentano per essere un po’ più dinamici: evitando di prendere la macchina se la destinazione non è troppo lontana, per esempio, oppure scendendo dall’autobus qualche fermata prima di arrivare al lavoro la mattina e a casa la sera.

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Palestra: consigli «anti-noia»

Se da un tempo infinito avete intenzione di cominciare con la palestra – è possibile che siate addirittura iscritti già da tempo – non c’è momento migliore di questo per mantenere la promessa data ai vostri poveri muscoli. Probabilmente, uno dei motivi principali per cui finora avete rinunciato alla linea è quella fatale combinazione di pigrizia e noia che spesso e volentieri associamo a questo ambiente per «palestrati». Eppure non deve essere per forza così: sono tantissime le attività che possiamo intraprendere nella nostra gym locale, anche se gli attrezzi a disposizione sono solo i più classici. Prendiamo il tapis roulant, per esempio. Innanzitutto, più che un rullo che gira su se stesso si tratta di un vero e proprio salvavita invernale, che ci protegge dalle intemperie esterne permettendoci di fare jogging e restare in forma. Se tuttavia non riuscite a trovare nessuna motivazione per salirci sopra e iniziare a correre, ecco qualche altro spunto di riflessione per trovare la grinta giusta. Più decisi e più veloci Se già da qualche minuto siete arrivati in palestra ma non avete fatto altro che girovagare senza meta, cerchiamo di organizzarci meglio. Come? Seguendo un programma, per esempio. Meglio decidere prima di arrivare qual è l’obiettivo del giorno; in questo modo saremo più pronti e motivati, e di conseguenza anche più soddisfatti con noi stessi e con i risultati. Prefissiamoci di correre per esempio 2 km, o fare un tot di esercizi se il target è quello di tonificare i muscoli delle gambe. La cosa più importante è tenere sempre a mente il bersaglio e impegnarsi fino in fondo per centrarlo (o perlomeno colpirlo). Preparate una playlist I training possono variare per intensità, velocità, ritmo e durata; per questo la colonna sonora dei nostri sforzi deve calzare a pennello. Se in programma ci sono da smaltire 500 calorie, non possiamo pensare di ascoltare musica classica, così come non metteremo su del buon heavy metal durante lo stretching o una seduta di yoga. Abbinate la musica al vostro ritmo e alle vostre necessità, e non solo lo sforzo vi sembrerà minore, anche il tempo passerà più velocemente. Gambe e braccia Quando corriamo, tanti di noi trascurano l’importanza di muovere correttamente le braccia. Ebbene si tratta di una strategia fondamentale, che gli atleti e i corridori più esperti conoscono bene. Prima di tutto, via le mani dalla barra del tapis roulant! Tenervi lì aggrappati, infatti, vi farà smaltire molte meno calorie, e dunque sprecare la maggior parte dei vostri sforzi e, soprattutto, del vostro tempo prezioso. Lasciate le braccia libere, e muovetele lungo il busto seguendo il ritmo del vostro passo. Questo vi darà equilibrio e allo stesso tempo scioglierà la tensione nelle spalle, permettendovi una performance nettamente migliore. Ricordatevi, infine, di fare un po’ di stretching per le braccia e per le gambe sia prima che dopo la corsa.

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Allenamento: bastano 20 minuti al giorno

Si muore di più per sedentarietà che per obesità. Ma con appena 20 minuti al giorno di attività fisica si possono prevenire problemi cardiovascolari e, quindi il rischio di morire prematuramente. Sono queste le conclusioni di un recente studio inglese della Cambridge University, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Gli scienziati hanno osservato per dodici anni gli effetti dell’obesità e della presenza o meno di esercizio su un campione di 334.161 uomini e donne europei, nell’ambito dell’Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition Study), uno dei più imponenti studi internazionali su alimentazione e salute. Da questa lunga analisi è emerso che le persone che si impegnano in anche piccoli esercizi giornalieri, equivalenti a circa 20 minuti di camminata, presentano dal 16% al 30% di possibilità in meno di morire prematuramente rispetto ai soggetti inattivi. Nonostante questo particolare aspetto benefico dell’esercizio fisico sia maggiori e più evidente tra le persone di peso normale, la ricerca ha dimostrato come anche chi ha un alto indice di massa corporea può guadagnarne sensibilmente. Una grande differenza è stata evidenziata, infatti, confrontando i gruppi di persone moderatamente attivi con quelli completamente sedentari. Del resto, sempre secondo lo studio, è emerso come dei 9,2 milioni di morti in Europa nel 2008 ‘solo’ 337 mila si possono attribuire all’obesità, mentre sono ben 676 mila i decessi a causa di problemi legati alla sedentarietà. Circa il doppio, quindi. Il professor Ulf Ekelund, ledear dello studio e membro del Medical Research Council (MRC) alla Cambridge University, ha affermato: “Si tratta di un messaggio molto semplice: è sufficiente una modesta quantità di attività fisica ogni giorno per avere sostanziali benefici per le persone fisicamente inattive”. Ma ha voluto comunque sottolineare che “anche se abbiamo dimostrato che appena 20 minuti possono fare la differenza, dovremmo comunque impegnarci a fare di più. L’attività fisica produce davvero molti vantaggi e dovrebbe essere parte integrante della nostra quotidianità”.

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Ci si può svegliare durante un’anestesia?

I risvegli involontari durante le operazioni chirurgiche non esistono solo nei film: si possono verificare, in rari casi, anche nella realtà. La più ampia ricerca sul tema condotta dagli Istituti ospedalieri dell'Università di Oxford (Inghilterra) su oltre 3 milioni di pazienti, e pubblicata sulla rivista Anaesthesia, rivela che i risvegli intraoperatori sono meno frequenti del previsto: riguardano circa un paziente su 19.600 e non uno su 1.000 come sostenuto in precedenti studi. Le cause. Gli episodi di awareness (anestesia cosciente) possono avvenire nei casi in cui non si sia somministrata al paziente la giusta dose di anestetico, soprattutto in interventi di emergenza o in traumatologia, o nei cesarei di emergenza, in cui un'eccessiva dose di anestetico potrebbe nuocere al nascituro. Nel caso di interventi con anestesia più lieve, come il parto cesareo, i risvegli salgono a un caso ogni 670. Quando avviene? Contrariamente a quanto si vede nei film, la maggior parte dei pazienti che sperimenta il traumatico risveglio non lo fa in pieno intervento chirurgico, ma appena prima o appena dopo l'operazione. Anche i lunghi momenti di panico non sono realistici: tre quarti delle esperienze dura meno di 5 minuti (che in una situazione del genere sono comunque un'eternità). Che cosa si prova? Le sensazioni riportate includono: soffocamento, panico, paralisi, dolore, allucinazioni e la sensazione di trovarsi sul punto di morire. Al contrario di quanto potremmo pensare non è il dolore la parte peggiore dell'esperienza, ma la paralisi: sia perché per la maggior parte dei pazienti è un'esperienza nuova e terrificante, sia perché comporta l'impossibilità di comunicare il proprio stato. Effetti indelebili. Eventi del genere lasciano segni molto più profondi delle cicatrici operatorie. In metà dei pazienti interessati causano disturbo post-traumatico da stress e depressione a lungo termine. Incubo ad occhi aperti. Carol Weihrer, reduce da anestesia cosciente intervistata dalla CNN, si è risvegliata durante un intervento all'occhio. Vigile e ad occhi aperti, era però completamente paralizzata. «Sentivo il chirurgo che diceva a un tirocinante di tagliare più in profondità - racconta - urlavo, ma nessuno mi sentiva. Provavo a muovermi, ma non ci riuscivo. Non sentivo dolore, solo la sensazione di essere strattonata. Ho creduto che stessi per morire». Correre ai ripari. Negli ultimi 16 anni la donna ha dovuto dormire semiseduta, perché la posizione sdraiata rievoca il trauma di quei momenti. Proprio i farmaci paralizzanti usati in alcune forme di anestesia sarebbero alla base delle sensazioni di immobilità e costrizione riportate da questa e altri pazienti. Ridurre al minimo il loro utilizzo, testando durante l'intervento l'intensità dell'effetto con stimolazioni nervose, permetterebbe ai pazienti che dovessero svegliarsi di comunicare il loro problema. Lo studio servirà a prevenire nuovi casi di anestesia cosciente, identificare la tipologia di paziente più spesso interessata dal fenomeno, e trovare migliori trattamenti per i traumi di chi ci è passato.

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Dimagrire con il sushi

Makiko Sano, food writer del Regno Unito, gestisce un ristorante e un’azienda di catering, ha cucinato già tre volte a Buckingham Palace, e ha raccolto in un libro tutta la passione per il cibo della sua infanzia, ispirato dalle donne della sua famiglia. In linea con il sushi è un testo che rende accessibile agli europei la preparazione della cucina giapponese, in genere considerata impossibile da replicare a casa e, attraverso il sushi slim style, propone piatti semplici ma gustosi, leggeri ed energetici, aprendo la strada a una nuova concezione della cucina nipponica. SCOPRI COME DARE UNA SCOSSA AL METABOLISMO: CON I 9 CIBI BRUCIA GRASSI. LEGGI La perdita di una figlia per gravi allergie dalla nascita e l’autismo di un altro, hanno fatto si cheMaki, come è chiamata dagli amici, sviluppasse il senso della filosofia della tavola come veicolo di benessere e di buona salute. Enjoy the food, letteralmente «Goditi il cibo», è il messaggio che manda alle donne europee, perché vivano l’esperienza del nutrimento come un momento piacevole e di relax, senza lo stress di diete complicate e della mancanza di tempo. Perchè la dieta giapponese ci aiuta a perdere peso? «Le donne giapponesi pensano a quello che stanno mangiando, anche se un nostro mantra è “mangia quello che vuoi”. La nostra cucina è molto leggera, senza grassi e senza glutine, ma valgono per questo tipo di dieta le stesse regole che conoscete in Europa: assumere una colazione più ricca – per esempio la zuppa di miso al mattino è perfetta – un pranzo più leggero e una cena light, possibilmente senza bevande alcoliche». Nel tuo libro parli della collagen soup: di che cosa si tratta e perché dovremmo assumerla? «Lacollagen soup è una zuppa a base di collagene, che si consuma in Giappone già da qualche tempo. Il collagene è un elemento del nostro corpo, che con il passare degli anni diminuisce, per cui la pelle diventa più secca e aumentano le rughe. È molto facile da preparare: basta bollire del pollo e del salmone o cernia e consumarla almeno due o tre volte la settimana». ECCO COSA ORDINARE AL RISTORANTE GIAPPONESE (OLTRE IL SUSHI) : LEGGI Quali alimenti consigli per detossinarci? «La soia, la zuppa di miso, ricca di aminoacidi che aiutano a eliminare le tossine e contengono antiossidanti, e del succo di limone assunto al mattino con un po’ di acqua tiepida. Consiglio comunque di evitare i grassi e la cuocere gli alimenti a vapore». La proposta del cibo nipponico è molto varia, hosomaki, uramaki, nigiri, temaki e gunkan e sashimi: qual è il più salutare? «Sicuramente il sashimi: è quello più leggero e sano, ricco dei preziosi Omega 3, ottimi per la pelle e il cuore». Conosci la cucina italiana? Cosa ne pensi? «La conosco e la trovo ottima, mi piace tantissimo iltiramisù. Credo che una piccola quantità non possa far male, l’importante, come sempre, è non esagerare». Qual è il tuo consiglio di benessere per le donne occidentali «Nessuna persona può stare perennemente a dieta, il cibo è un piacere che come tale deve essere assaporato. Ma non si deve nemmeno mangiare troppo, perché non fa bene. Le nostre rughe vengono dall’interno e dal nostro malessere, il segreto è essere se stesse, con semplicità». I MIGLIORI RISTORANTI GIAPPONESI IN ITALIA CONSIGLIATI DAI GIAPPONESI: LEGGI

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Bellezza: contro pancetta e accumuli di grasso

grasso sui fianchi

La intralipoterapia è specifica per combattere l’adipe localizzato nel girovita e sui fianchi. «Efficace anche per snellire le braccia e affinare le cosce», spiega il chirurgo plastico Patrizia Gilardino   Addome, interno coscia, fianchi e persino doppio mento. Sono le zone dove si formano concentrazioni di grasso difficili da eliminare, anche con dieta ed esercizio fisico. La risposta arriva dall’intralipoterapia, un trattamento specifico per combattere il grasso localizzato. «È una tecnica che si basa sull’utilizzo di aqualyx, il primo iniettabile al mondo autorizzato come dispositivo medico per il trattamento non chirurgico delle adiposità localizzate. Agisce dall’interno, intervenendo direttamente sulle cellule adipose, eliminandole», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano. «In poche sedute è possibile restituire armonia al proprio corpo, andando ad agire in modo puntale e senza correre il rischio di effetti collaterali».Questo trattamento è indicato nei casi di accumuli di grasso, ossia adiposità persistenti che tendono a non scomparire …

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Trucchi per la scelta di un buon estetista

cure estetiche pedicure

In questi ultimi anni abbiamo assistito al completo stravolgimento del concetto di cura di sé stessi. Mentre una volta la cura personale era relativa alla salute dell’individuo, oggi l’attenzione delle persone è focalizzata maggiormente sull’estetica. La salute non è più sufficiente per sentirsi pienamente soddisfatti, ma è necessario anche raggiungere i propri obiettivi estetici, in modo da soddisfare il desiderio di essere in forma sotto tutti i punti di vista. Il metodo più adottato per riuscire a piacersi e quindi a piacere anche agli altri è quello di rivolgersi ad un professionista dell’estetica, ovvero l’estetista di fiducia, che sappia prendersi cura dei suoi clienti, sfruttando le proprie abilità per soddisfare qualunque richiesta gli venga fatta. La crescente attenzione verso l’estetica ha contribuito alla nascita di numerosi centri estetici, alcuni affidabili, altri meno. Riuscire a trovare un buon estetista in una giungla di centri estetici non è poi così semplice. Andare …

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