La sindrome dell’ovaio policistico è un particolare disturbo, che spesso provoca infertilità femminile: i sintomi spesso non vengono percepiti dalle donne, che se ne accorgono quando decidono di avere una gravidanza.

ovaio policistico sintomi

La sindrome dell’ovaio policistico è una particolare condizione che spesso rende inutili i tentativi della donna di rimanere in dolce attesa: si tratta della formazioni di numerosi cisti che possono presentarsi in un’ovaia o in entrambe. E’ una condizione che si manifesta molto spesso con l’assenza di ovulazione, quindi con irregolarità nel ciclo mestruale, con un elevato livello di androgeni e con la presenza di cisti che vengono individuate con gli ultrasuoni.

I sintomi di un ovaio policistico non sempre sono così evidenti, tanto che una donna non sa di averlo fino a quando non si reca dal ginecologo per poter fare tutti gli esami che precedono una possibile gravidanza. Moltissime donne che soffrono di sindrome da ovaio policistico soffrono anche di infertilità e, spesso, quando riescono a rimanere incinte possono avere molte complicazioni durante la gravidanza.

Altri sintomi sono la mancanza di mestruazioni, l’alterazione dei ritmi del ciclo, cicli molto dolorosi, perdite di sangue ma senza che sia avvenuta l’ovulazione. E, ancora, irsutismo, eccessiva crescita dei peli nelle zone del viso, del petto e dell’addome, acne molto grave e persistente, che non guarisce con nessun trattamento. Tutti sintomi solitamente causati da un livello anormale di androgeni, tipici ormoni maschili.

Se in seguito ad una visita dal nostro ginecologo scopriamo di soffrire di sindrome da ovaio policistico, cosa possiamo fare? Innanzitutto il medico consiglierà di perdere peso, di fare più attività fisica e di seguire una dieta ipocalorica. Esistono poi cure volte a ridurre l’alto livello di androgeni e i suoi sintomi, con l’uso di contraccettivi orali, di farmaci per aumentare la sensibilità all’insulina, antiandrogeni. Per le donne che desiderano avere una gravidanza, sappiate che non è impossibile: chiedete al vostro ginecologo se è il caso di prendere dei farmaci che possano aiutarvi e come affrontare le eventuali complicazioni.

Via | Farmacoecura

Sindrome dell'ovaio policistico: i sintomi, le analisi da fare e le terapie é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 11:21 di venerdì 04 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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Balanite da candida sintomi

Balanite da candida: di cosa si tratta, quali sono le cause ed i sintomi più comuni?

La Balanite da Candida è un’infezione o un’infiammazione della pelle che si manifesta per l’esattezza sulla sommità del pene. Tale problema può colpire sia le persone circoncise che quelle non circoncise, ma è più frequente soprattutto nel secondo caso. La Balanite può essere provocata da diverse cause, fra le quali si registra appunto anche quella “da lieviti” (candida). In questo caso, non di rado il problema tende a diventare ricorrente, poiché due partner potrebbero facilmente scambiarsi l’infezione durante i loro rapporti intimi.

Ma quali saranno i sintomi della Balanite da candida? Generalmente, il disturbo si manifesta con prurito, secrezioni maleodoranti nella parte interessata, glande arrossato ed infiammato, prepuzio gonfio, minzione difficoltosa e/o dolorosa. La diagnosi della malattia si basa proprio sui sintomi clinici.

In presenza di Balanite da Candida, bisognerà innanzitutto prestare molta attenzione all’igiene intima. Bisognerà asciugare bene le parti intime dopo averle lavate con un detergente apposito, e nel caso abbiate una partner o che siate comunque sessualmente attivi, dovreste evitare di avere dei rapporti sessuali, al fine di non contagiare anche il partner.

Detto questo, qualora doveste sospettare di aver contratto la Balanite da Candida, la prima cosa da fare, nonostante il probabile imbarazzo, sarà quella di rivolgersi al medico, al fine di escludere eventuali altre patologie. Accertata l’origine del problema, il medico potrebbe prescrivere una crema o una terapia antimicotica a cui sottoporsi con costanza al fine di curare completamente la patologia.

Foto | da Pinterest di Blogging Network

via | Balanitedacandidasintomi

I sintomi della balanite da candida, il contagio e le cure migliori é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 18:00 di domenica 29 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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Perdite bianche in gravidanza

Perdite bianche in gravidanza: cosa sono e perché si presentano? Ecco alcune spiegazioni utili sull’argomento.

Le perdite bianche in gravidanza non sono un fenomeno raro, e nella maggior parte dei casi, tali perdite non devono preoccupare la futura mamma. Spesso infatti si tratta della cosiddetta “leucorrea gravidica”, ovvero la fuoruscita di secrezioni vischiose e di colore biancastro, che non di rado viene ricondotta a delle fisiologiche modificazioni ormonali e circolatorie dovute ai molti cambiamenti cui va incontro il corpo di una donna durante il periodo della gravidanza.

Ma quindi, quando è il caso di preoccuparsi? Se le perdite bianche sono accompagnate da un fastidioso prurito e/o bruciore, e se appaiono anomale, allora sarà necessario consultare il proprio ginecologo.

Se è vero infatti che le secrezioni bianche non devono generalmente destare preoccupazione, è altrettanto vero che se queste dovessero apparire molto simili a del latte cagliato e maleodoranti, allora vi è il rischio che possa trattarsi di un’infezione da Candida albicans. Generalmente il fungo è presente nelle parti intime e non crea particolari disturbi, ma quando il corpo si indebolisce, esso può proliferare creando dei problemi che non vanno trascurati.

Mediante normali accertamenti, il medico potrà individuare l’esatta origine delle vostre perdite in gravidanza, e stabilire quale sia la cura più indicata. Durante questa fase, potrebbe esservi prescritto un farmaco antimicotico ad uso topico (ovuli o crema) che arresterà la proliferazione del fungo.

Ma come fare ad evitare eventuali problemi di questo tipo? Sia che siate in dolce attesa, sia che non lo siate, la prima cosa da fare è prestare massima attenzione all’igiene intima ed utilizzare dei detergenti non troppo aggressivi. Per quanto riguarda l’abbigliamento intimo, è inoltre preferibile usare biancheria di cotone, ed evitare jeans attillati e calze di nylon che non permettono la traspirazione.

 

via | Amicamamma, Guidagenitori 

Foto | da Pinterest di Heather Kelly-Lehman

Le perdite bianche in gravidanza sono pericolose? Le cause e quando preoccuparsi é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 17:30 di venerdì 20 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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micosi vaginale

Micosi vaginale, come si contrae, come si manifesta e – soprattutto – come va curata? Ecco alcune indicazioni utili sull’argomento.

Delle micosi vaginali ne avrete senza dubbio sentito già parlare diverse volte. Si tratta di una forma di micosi che interessa appunto gli organi genitali femminili, e che si presenta con una serie di sintomi inequivocabili, fra i quali noterete subito un fastidioso prurito, l’irritazione ed il rossore, delle perdite intime biancastre e/o verdognole, ed un odore non proprio piacevole. Ma perché si manifesta la micosi vaginale?

In genere questo problema si manifesta quando il naturale equilibrio del corpo viene alterato, permettendo quindi in tal modo ai funghi di creare dei fastidiosi problemi. Fra le cause che potrebbero comportare un’alterazione dell’equilibrio fisiologico possono esservi modificazioni ormonali, l’utilizzo di biancheria intima sintetica, l’assunzione di antibiotici o anche un eccessivo consumo di zuccheri, la trasmissione sessuale, dei lavaggi eccessivamente frequenti e detergenti aggressivi e molto altro ancora.

Per prevenire il problema, bisognerà innanzitutto eliminare le cattive abitudini che riguardano la biancheria intima, l’igiene personale e l’alimentazione. La dieta, in particolar modo, dovrà essere ricca di frutta, verdura e fibre, e povera di alimenti dolci e di carboidrati raffinati. Per quanto concerne la cura della micosi vaginale, essa varia in base a quale sia l’origine del problema. Il medico potrebbe consigliare l’assunzione di un antimicotico per via orale, da abbinare all’utilizzo di delle creme o di ovuli ad uso locale.

Foto | da Pinterest di HealthBeautyFitness Blog

Cos'è la micosi vaginale, i sintomi e i rimedi migliori é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 19:30 di lunedì 16 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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Cosa vuol dire quando durante la gravidanza notiamo delle perdite marroni? Ecco quali possono essere le cause e cosa sarebbe meglio fare. Se, ovviamente, avete dei dubbi, il consiglio migliore è quello di rivolgervi al vostro medico curante!

Perdite marroni in gravidanza

Le perdite marroni in gravidanza di solito allarmano immediatamente le future mamme, che non sanno quali segnali il proprio corpo sta mandando e hanno paura che stia succedendo qualcosa di grave al proprio bambino. Le perdite in gravidanza sono assolutamente normali, ma bisogna fare molta attenzione a saperle riconoscere.

Le perdite in gravidanza possono essere rosse, biancastre e marroni. Nel primo caso, soprattutto se avvengono nelle prime settimane e se durano pochissimo, non c’è da allarmarsi, perché potrebbero essere perdite da impianto: ci sono donne che pensano di avere il ciclo e in realtà sono in dolce attesa, scambiando le perdite rossastre per le mestruazioni. Le perdite da impianto possono mostrarsi anche con un colore marrone chiaro e avvengono dopo qualche giorno o un paio di settimane dal concepimento.

Se, invece, le macchie marroni in gravidanza avvengono oltre questo periodo, sono molto copiose e sono accompagnate da dolori decisamente molto intensi, allora meglio rivolgersi al proprio medico curante, che, attraverso ulteriori indagini, saprà verificare se all’interno del vostro corpo tutto procede bene o se c’è qualche piccolo disturbo.

Se siete comunque preoccupate, chiedete consiglio al vostro medico, l’unico che saprà dirvi cosa sta accadendo e che saprà consigliarvi le procedure giuste da seguire per poter risolvere il problema o semplicemente per tranquillizzarvi in merito a quello che sta succedendo.

Via | Perdite in gravidanza

Perdite marroni in gravidanza: possibili cause e quando preoccuparsi é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 11:00 di lunedì 16 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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ovaie dolore

Dolore alle ovaie: quali sono le possibili cause e quando è il caso di preoccuparsi? Ecco alcune spiegazioni utili in merito all’argomento.

Il dolore alle ovaie, specialmente in età fertile, è un problema molto comune. Generalmente tale disturbo si manifesta durante il periodo dell’ovulazione, ed è caratterizzato da delle piccole fitte a una delle due ovaie o ad entrambe. Se è vero che nella maggior parte dei casi tale dolore può essere associato all’ovulazione, è altrettanto vero che esistono dei casi in cui il problema può essere ricollegato ad altre cause più “importanti”.

Fra le cause del dolore alle ovaie vi può essere ad esempio una gravidanza: in questo caso infatti, soprattutto nella prima fase, si possono avvertire delle fitte. Possiamo dire che il dolore alle ovaie rappresenta in effetti uno dei primi sintomi della “dolce attesa”. Se il dolore dovesse persistere e diventare molto forte, e se dovesse essere accompagnato da alcune perdite, sarà necessario consultare il proprio ginecologo per accertarne la causa.

Tra le altre cause del dolore alle ovaie troviamo anche l’endometriosi (della quale vi abbiamo parlato qui), durante la quale il sintomo si manifesta anche mentre si ha il ciclo mestruale; la Malattia Infiammatoria Pelvica ed altre cause.

Il sintomo può manifestarsi anche in caso di tumori alle ovaie, sia di natura benigna che maligna. Per questa ragione, qualora doveste accertare che il dolore che provate non è collegabile al periodo di ovulazione, e qualora si trattasse di un disturbo persistente o che si presenta in maniera piuttosto frequente, sarà necessario consultare il medico ginecologo, che semplicemente grazie ad un’ecografia, potrà appurare quali siano le reali origini del vostro problema.

Foto | da Pinterest di Laura Luhm

Le possibili cause del dolore alle ovaie e quando rivolgersi al medico é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 18:00 di domenica 15 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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Perdite marroni invece del ciclo

Perdite marroni invece del ciclo, perché si presentano e quando è il caso di preoccuparsi? Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento.

Le perdite marroni sono un “problema” che riguarda più donne di quante possiate immaginare, ma nonostante ciò questo “disturbo” preoccupa sempre non poco coloro che lo riscontrano. In linea generale, non di rado accade che le donne possano avere delle perdite di colore rossiccio/marrone durante periodi di particolare stress, oppure a causa di obesità, di un’alimentazione sbagliata, consumo errato di contraccettivi e così via. Quando tali perdite si presentano in prossimità del ciclo mestruale, la ragione potrebbe essere invece ricondotta al normale processo di ovulazione.

Altre cause delle perdite marroni potrebbero essere la presenza di cisti ovariche, la sindrome dell’ovaio policistico, la presenza di fibromi o polipi ed altre ancora.

In certi casi però, le perdite vaginali marroni (note anche con il nome di spotting) possono presentarsi anche nei giorni in cui avrebbe dovuto comparire il ciclo, che però non arriva affatto. In tal caso, generalmente si ritiene che tali perdite debbano essere ricondotte all’avvio di una gravidanza, per cui la prima cosa da fare, se ritenete che ve ne sia la possibilità, sarebbe quella di eseguire un test di gravidanza.

Ma a questo punto, quando è il caso di preoccuparsi? In linea generale, dal momento che ritardi nel ciclo mestruale e perdite marroni sono entrambi fattori piuttosto comuni nelle donne, diciamo che è controproducente allarmarsi al primo sintomo. Detto questo, nel caso in cui abbiate accertato che tali perdite non sono ricollegabili ad un’eventuale gravidanza, e nel caso in cui il sintomo dovesse presentarsi frequentemente, la prima cosa da fare sarà semplicemente consultare il proprio ginecologo, che saprà valutare la situazione in base alle vostre condizioni specifiche.

 

Foto | da Pinterest di Yourwellness – The Gateway to Living

Perdite marroni invece del ciclo, quando bisogna preoccuparsi? é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 16:30 di domenica 15 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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Varicocele cause

 

Cosa è il varicocele, quali sono le cause ed il trattamento più indicato per questa patologia? Ecco alcune informazioni utili in proposito.

Il varicocele è una patologia varicosa che riguarda in particolar modo il sistema vascolare del testicolo. Questa patologia è caratterizzata dalla anomala dilatazione delle vene testicolari che hanno il compito di drenare il sangue. A causa di ciò, si verifica dunque un reflusso di sangue dall’alto verso il testicolo, creando delle condizioni anomale e sfavorevoli per quanto concerne la normale spermatogenesi.

Il varicocele è un problema che colpisce generalmente soggetti di età compresa fra i 15 ed i 25 anni, e spesso non presenta alcun sintomo. Non di rado i pazienti scoprono di esserne affetti in maniera del tutto casuale, ad esempio durante la visita medica per la leva militare e così via.

Quando sono presenti, i sintomi del varicocele sono caratterizzati da un dolore sordo del testicolo, problemi di fertilità ed un senso di pesantezza a livello dello scroto. Inoltre, il testicolo colpito dalla patologia può apparire più grande rispetto all’altro. Il dolore aumenta dopo i rapporti sessuali, dopo l’attività sportiva o mentre si sollevano dei pesi.

Le conseguenze del varicocele sono rappresentate in primis dall’infertilità che ne consegue. Le vene che si dilatano provocano infatti un leggero innalzamento della temperatura del testicolo, quanto basta per compromettere il delicato meccanismo della crescita e maturazione di spermatozoi sani. Inoltre, il varicocele può provocare anche un’atrofia del testicolo.

Per quanto concerne il trattamento, il varicocele – la cui diagnosi avviene facilmente mediante le analisi cliniche e le indagini ecografiche – va curato (in presenza di dolore o di infertilità) mediante varicocelectomia, operazione chirurgica grazie alla quale le vene dilatate vengono chiuse, ed il flusso sanguigno viene diretto verso le vene normali. Un’altra tecnica particolarmente apprezzata, che offre analoghi risultati, è quella dell’embolizzazione percutanea.

via | Wikipedia, AmicoAndrologo

Foto | da Pinterest di How Do We Get Pregnant?

I sintomi del varicocele, cause, cure e conseguenze é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 14:30 di mercoledì 11 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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L’orchite virale è un’infiammazione che colpisce uno o entrambi i testicoli ed è spesso collegata allo stesso virus che provoca gli orecchioni o la parotite. Ecco come si manifesta e quali sono le cure.

orchite

L’orchite è un’infiammazione che può essere provocata da virus o batteri. Solitamente è provocata da un’epididimite, ma può essere causata anche da un’infezione dell’uretra e della vescica che si diffonde. L’orchite può essere un’infezione provocata anche da malattie veneree come la gonorrea e la clamidia, anche se la maggior parte dei casi sono la conseguenza di un virus e della parotite.

I sintomi dell’orchite sono gonfiore ad un testicolo o ad entrambi, dolore, sensibilità ad un testicolo o ad entrambi, nausea, febbre, perdite dal pene, sangue nello sperma. L’orchite può avere conseguenze anche molto gravi come l’atrofia testicolare, l’ascesso scrotale, l’epididimite ricorrente e la sterilità, anche se i casi sono molto rari, soprattutto se colpisce solo uno dei testicoli.

Se il vostro medico vi diagnostica un’orchite in corso dovrete osservare un periodo di riposo a letto, rimanendo possibilmente in posizione supina e facendo degli impacchi freddi. La terapia, ovviamente, varia a seconda della causa scatenante: per l’orchite virale si è soliti prescrivere cure per alleviare i sintomi con antidolorifici e antinfiammatori, mentre in caso di orchite batterica oltre ai farmaci appena citati è bene seguire anche dei cicli di antibiotici. Solitamente si usano il ceftriaxone, la ciprofloxacina, la doxiciclina, l’azitromicina e il mix tra sulfametoxazolo e trimetoprim.

Prevenire l’orchite è importante, facendo innanzitutto il vaccino contro la parotite per scongiurare la possibilità di ammalarsi in seguito agli orecchioni e usando sempre il preservativo nei rapporti occasionali e non solo.

Via | Farmacoecura

Cos'è e come si cura l'orchite é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 14:45 di martedì 27 agosto 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.









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Vaginismo sintomi

Il vaginismo è un disturbo più comune di quanto si immagini: ma di cosa si tratta esattamente? E qual è la cura migliore per risolvere questo doloroso problema? Facciamo un po’ di chiarezza.

Il vaginismo è un disturbo che riguarda un numero piuttosto alto di donne, ma spesso sono proprio le stesse donne a non parlarne apertamente, magari per pudore. Ma di cosa si tratta esattamente? Questo tipo di disturbo sessuale si presenta quando, nel corso di un rapporto intimo, avviene una contrazione involontaria della muscolatura vaginale, che rende dolorosa o addirittura impossibile la penetrazione. Ma quale sarà la causa di questo problema?

Alla base del vaginismo, problema fin troppo spesso sottovalutato, vi sono ragioni difficili da scoprire, che possono avere sia natura psicologica che fisica, ma normalmente il fattore psicologico e quello fisico si mescolano fra loro, agendo sinergicamente.

A livello psicologico, le cause del vaginismo possono essere molteplici: la paura del dolore è senza dubbio la prima causa, ma si registra anche una vera e propria fobia per l’atto penetrativo. L’ansia rappresenta un altro fattore psicologico da non sottovalutare: ansia di restare incinta, ansia di commettere qualcosa di sbagliato, e così via. Tra i fattori fisici, si registrano invece l’eventuale presenza di un imene eccessivamente rigido e fibroso che rende dolorosa la penetrazione, interventi chirurgici o traumi, qualche leggera affezione genitale.

In presenza di dolore inspiegabile durante i rapporti sessuali, la prima cosa da fare è senza dubbio rivolgersi al proprio ginecologo, che dovrà valutare con attenzione tutti i sintomi. Se saranno escluse altre possibili cause, la cura del vaginismo sarà costituita da una terapia guidata da uno psicoterapeuta o da un sessuologo. Mediante la terapia si insegnerà alla donna (ma dovrebbe essere coinvolto anche il partner, almeno in alcune fasi della terapia) a rilassarsi durante il rapporto sessuale. La donna dovrebbe imparare ad auto-esplorarsi, dovrebbe mettere in pratica delle tecniche di rilassamento e dovrebbe parlare apertamente con il partner del suo problema, senza cercare di addossare la colpa a nessuno dei due membri della coppia, ma cooperando per riuscire a risolvere la situazione per avere finalmente una vita sessuale normale ed appagante.

Foto | da Pinterest di Paul Marat
via | Psicolinea, MyPersonalTrainer

Cos'è il vaginismo, le possibili cause e le terapie migliori é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 10:00 di giovedì 01 agosto 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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